Isola di Tanna, Vanuatu – La ricostruzione dopo il ciclone

Poco meno di un anno fa, in occasione del Ridván 2014, la Casa Universale di Giustizia ha descritto il vibrante processo di costruzione della comunità che sta avvenendo a Tanna, Vanuatu – una delle cinque comunità designate ad erigere una Casa di Culto locale.

Il 13 e 14 marzo 2015, un grave ciclone tropicale ha investito l’intero arcipelago delle Vanuatu. E Tanna – una delle isole dell’arcipelago – si è trovata lungo il percorso della tempesta. Il danno è stato notevole, e le comunicazioni in tutta l’isola sono state interrotte. In seguito a questa crisi, le famiglie che hanno perso la gran parte dei loro beni materiali e le persone colpite dalla tempesta stanno lavorando insieme con grande coraggio e determinazione per avviare il processo di ricostruzione.

Giovanissimi, giovani e adulti hanno aiutato a ricostruire le case, a riportare in vita gli orti danneggiati e a prendersi cura degli anziani, mettendo in evidenza le capacità che hanno sviluppato nel corso del tempo tramite la partecipazione al processo dell’istituto e l’applicazione degli insegnamenti bahá’i alla vita della società. Per tutto il tempo, le classi per bambini e gruppi di giovanissimi sono continuate senza sosta. Una profonda fiducia in Dio e nel potere della preghiera si manifestava in molti incontri devozionali collettivi che si sono tenuti, sia durante le ore del ciclone che nelle settimane successive.

E’ stato recentemente pubblicato un video sul canale youtube bahá’í Italia con alcune testimonianze di quanto accaduto. Incoraggiamo tutti gli amici a visionarlo ed utilizzarlo. Qui di seguito il link per accedere al video:

https://www.youtube.com/watch?v=0pETlVvALZ4

Presentato all’alba il disegno di un tempio cambogiano

BATTAMBANG, Cambogia, 18 luglio 2015, (BWNS) – Mentre il sole sorgeva
su Battambang il 17 luglio, melodie di preghiera hanno riempito l’aria
del mattino, in uno spirito di riverenza, esultanza e ringraziamento.

Queste preghiere all’alba hanno dato inizio all’evento per la
presentazione del disegno della prima Casa di culto locale baha’i alla
gente di questa regione della Cambogia, che negli ultimi anni ha visto
emergere una vivace vita comunitaria centrata sul culto di Dio e sul
servizio all’umanità. Agli eventi del giorno hanno partecipato sia
dignitari sia abitanti delle comunità circostanti, per un totale di
300 persone. Alcuni sono venuti a piedi, altri hanno usato varie forme
di trasporto per arrivare in tempo per il programma che ha avuto
inizio nel primo mattino.

Sochet Vitou Tang, l’architetto del progetto, si è rivolto al pubblico
profondamente commosso dall’evento. «È un piacere speciale stare qui
sul sacro terreno che accoglierà la Casa di culto locale baha’i per
Battambang, nel regno della Cambogia», ha detto.

Il signor Tang ha detto che il progetto intende creare un luogo di
tranquillità dove la mente e l’anima possano trovare pace e conforto,
un luogo nel quale le dimensioni spirituali e materiali della vita
possano essere armonizzate.

Egli ha inoltre spiegato che la Casa di culto diverrà un centro dove
persone di tutte le convinzioni potranno «imparare qualcosa sulla
vita, sull’ambiente e sul mondo al di là; un luogo dove veniamo per
costruire un mondo unificato».

Quindi fra moti di gioia e di eccitazione, l’architetto e alcuni capi
villaggio locali hanno presentato un modello del tempio.
Contemporaneamente, alcune bandiere che mostravano alcuni dettagli del
disegno sono state spiegate attorno al padiglione sotto il quale i
partecipanti erano riuniti. Il momento così pregno di significati è
stato accolto con applausi scroscianti e i presenti — tra cui molti
giovani e bambini — si sono fatti avanti per esaminare il modello con
occhi curiosi.

I giovani hanno poi cantato una commovente canzone che avevano
composto per spiegare il significato della Casa di culto nella loro
vita.

La sera, si è svolto un ricevimento per le autorità locali e
regionali, al quale hanno partecipato il governatore della regione di
Battambang, signor Chan Sophal, e il Presidente del Consiglio
provinciale di Battambang.

Nel suo discorso, il governatore Sophal ha commentato che «la comunità
baha’i ha dato un notevole contribuito allo sviluppo spirituale e
materiale della regione».

Una cosa che egli ha trovato particolarmente suggestiva, ha detto, «è
che la Casa di culto baha’i non è stata costruita solo per i baha’i,
ma per tutta l’umanità». Egli è stato inoltre attratto dal «concetto
che la Casa di culto baha’i non è solo un luogo di preghiera e di
culto, ma anche un luogo che ispira il desiderio di servire la
comunità».

Uno dei temi dominanti nell’intera giornata è stato il ruolo della
preghiera nella vita personale e collettiva dell’umanità, evidenziata
dall’apertura dell’incontro all’alba, e il concetto che, per essere
completa. essa debba essere congiunta al servizio all’umanità.

Gli abitanti sono stati ispirati da un recente messaggio della Casa
Universale di Giustizia sulle Case di culto nel quale si spiega che
«la creazione di un nuovo modello di come può essere la società» è
visibile negli «sforzi per costruire le comunità».

«Preso nella sua interezza», prosegue il messaggio, «questo modello
favorisce la capacità di servizio. Le riunioni devozionali sono una
parte essenziale di questo modello – un aspetto comunitario di una
vita devota».

Battambang è la seconda Casa di culto locale baha’i il cui disegno è
stato reso pubblico. Essa è una delle cinque Case di culto locali
baha’i che saranno costruite nei prossimi anni.

Condivisione interreligiosa al Centro Bahai di Lunetta

Ieri a Lunetta abbiamo vissuto una esperienza di condivisione davvero eccezionale.
Degli amici musulmani ci hanno invitato a celebrare l’interruzione del digiuno. Come saprete è il periodo del Ramadan.
Ci siamo ritrovati al centro bahà’ì appunto con amici musulmani, cattolici, bahà’ì.
Da quella che sembrava essere una piccola cena con racconto sul significato del digiuno, ci siamo in realtà trovati con svariati piatti tradizionali appositamente preparati con cura e amore.
Quella che doveva essere una spiegazione in realtà è diventata una condivisione sui digiuni delle religioni da ognuno di noi abbracciata.
Quella che doveva essere la recita di una preghiera è diventata una riunione devozionale.
L’atmosfera così pregna e spirituale ha permesso di parlare in intimità della natura dello spirito e dell’amore per le Manifestazioni di Dio. Oltre che rinnovare il reciproco impegno a servire Lunetta, assieme.
Che dire, a Lunetta si è creato questo sistema così funzionale ai rapporti umani e alla condivisione di cose dello spirito, così delicato eppure efficacie. Senza il centro e senza i sacrifici di molti di voi, che servono in modi a volte non conosciuti, forse questo non sarebbe possibile.

Il tema della gioventù esaminato durante un Congresso interreligioso

ASTANA, Kazakistan, 13 luglio 2015, (BWNS) — Perché un crescente
numero di giovani in tutto il pianeta partecipino costruttivamente
alla vita della società e contribuiscano al progresso sociale, è
necessario un cambiamento fondamentale nel modo di vedere il ruolo
della religione nella società.

Questo è stato uno dei punti principali presentati dalla delegazione
della Baha’i International Community al 5° Congresso mondiale dei
leader delle religioni universali e tradizionali, tenutosi in
Kazakistan il 10-11 giugno u.s.

Al Congresso di quest’anno, presieduto dal Presidente del Kazakhstan,
Nursultan Nazarbayev, hanno partecipato 80 delegati in rappresentanza
di una decina religioni e di oltre quaranta paesi. Tra coloro che
hanno partecipato c’erano Ban Ki Moon, Segretario generale dell’ONU e
re Abdullah II di Giordania.

La Baha’i International Community era rappresentata da Joshua Lincoln,
Segretario generale della Baha’i International Community, Serik
Tokbolat dell’ufficio della Baha’i International Community presso le
Nazioni Unite e Lyazzat Yangaliyeva, direttrice dell’Ufficio per
l’informazione del pubblico dei baha’i del Kazakistan.

Il focus del Congresso è stato il dialogo tra le religioni e tra le
religioni e i leader del pensiero e dei governi. Riflettendo sul
Congresso, la signora Yangaliyeva ha commentato che la notevole
diversità delle fedi presenti ha evidenziato la sfida e la necessità
di cooperazione tra di loro se l’umanità vuole costruire un mondo più
pacifico.

Durante una tavola rotonda dal titolo «L’influenza della religione sui
giovani: educazione, scienza, cultura e mass media», il signor Lincoln
ha parlato del cambiamento sociale positivo, dei giovani e del ruolo
della religione.

«Le comunità religiose sono comunità pratiche nelle quali gli
insegnamenti spirituali sono tradotti in realtà sociale», ha
dichiarato. «All’interno di queste comunità, è possibile mettere in
moto un processo di costruzione di capacità che consenta ai giovani di
partecipare alla trasformazione della società e nello stesso tempo li
protegga e li educhi».

Nei suoi commenti, il signor Lincoln ha parlato anche delle
contrastanti immagini che caratterizzano oggi i giovani nel pensiero
popolare. Le sue osservazioni hanno evidenziato le grandi promesse
delle giovani generazioni, anche se vulnerabili alla radicalizzazione
da una parte e all’apatia e all’inerzia dall’altro.

«I giovani possono vedere le contraddizioni di questo mondo», ha detto
il signor Lincoln. «Sappiamo che i giovani hanno un acuto senso della
giustizia, un grande desiderio di trovare un significato e uno scopo,
di servire e di contribuire in modo significativo, una sete di
conoscenza e un’innata attrazione per ciò che è buono e bello.

«Queste caratteristiche sono intrinseche, anche se possono rimanere
latenti e sopite in intere popolazioni quando si trascurino
l’educazione e la responsabilizzazione morale della gioventù».

Perché la religione possa svolgere un ruolo positivo, la leadership
deve, però, «analizzare l’orientamento che si è profondamente radicato
in tante comunità verso l’“altro” e sfidare le comuni pretese tanto
nocive di godere di un accesso privilegiato alla verità, pretese che
hanno alimentato alcuni dei più aspri conflitti nel mondo».

Il Congresso ha anche discusso i temi dell’estremismo religioso e
della convivenza religiosa.

Convocato ogni tre anni, questo Congresso è un’iniziativa della
Repubblica del Kazakhstan. La sua segreteria è diretta dal Presidente
del Senato, Kassym-Jomart Tokayev. Il prossimo Congresso si terrà nel
2018.

Un convegno di giovani ispira speranza e azione nella Repubblica Centrafricana

BANGUI, Repubblica Centro africana, 9 luglio 2015, (BWNS) — La mattina
del 15 giugno, oltre 400 giovani dalla Repubblica Centrafricana si
sono riuniti in grande aspettativa per il primo incontro di un
convegno che stavano aspettando da lungo tempo. È l’ultimo di 114
convegni che hanno avuto luogo in alcune città del mondo.

Questo convegno, come gli altri 113, era previsto per il 2013. Ma nel
marzo si quell’anno, Bangui, la capitale della Repubblica
centroafricana, è stata travolta dall’ondata di violenza che ha
spazzato il paese. La situazione era troppo instabile per prevedere un
convegno.

In questi mesi, la comunità baha’i ha cercato di aumentare i suoi
contributi alla pace nel paese, soprattutto intensificando le attività
educative e costruendo ponti con altri gruppi che lavorano per
l’armonia sociale. I giovani hanno atteso pazientemente un’altra
opportunità per tenere il loro convegno.

Quando è stato annunciato che il convegno avrebbe avuto luogo dal 15
al 17 giugno, la notizia ha suscitato un grande entusiasmo non solo
nel paese ma anche all’estero.

Nella prima sessione del convegno, sulla quale sono stati mandati in
onda servizi da Television Centrafricaine, Radio Centrafrique e Radio
Notre Dame, i partecipanti sono stati salutati da una lettera
indirizzata loro dalla Casa Universale di Giustizia.

«Sono trascorsi quasi due anni da quando oltre 80 mila vostri coetanei
si sono riuniti negli storici convegni che abbiamo indetto in tutto il
mondo l’8 febbraio 2013», diceva il messaggio.

«Nel periodo in cui i convegni sono stati indetti la situazione della
Repubblica Centrafricana vi ha impedito di tenere il vostro incontro e
di intrecciare fra voi le conversazioni che hanno ispirato i cuori e
illuminato le menti dei vostri coetanei in altri paesi», proseguiva.
«Siamo felici che anche voi abbiate ora l’opportunità di incontrarvi e
di prendere decisioni come loro».

«Indubbiamente le vostre discussioni vi aiuteranno a migliorare la
vostra visione di una società materialmente prospera, che voi potrete
contribuire a creare con le vostre parole e le vostre azioni. In
questa luce dovete perseverare nella convinzione che il progresso e la
felicità di ciascuno di voi sono inestricabilmente legati al progresso
e alla felicità delle vostre comunità».

L’incontro ha fornito ai giovani uno spazio per riflettere sul posto
che essi occupano nel mondo. Essi hanno studiato assieme il materiale
preparato per il convegno in piccoli e grandi gruppi e hanno preso
l’impegno di lavorare per il miglioramento delle loro comunità, un
impegno che merita un elogio quando si consideri la situazione di
conflitto settario e di sofferenza in cui versa il loro paese in
questo momento.

Nei tre giorni del convegno, i partecipanti hanno discusso alcuni
temi, come le caratteristiche della gioventù e il ruolo che i giovani
della loro età possono svolgere nel produrre il cambiamento sociale,
che cosa significa che la società deve avanzare tanto materialmente
quanto spiritualmente, come favorire un ambiente di reciproco supporto
nel quale il contributo di tutti coloro che vogliono lavorare per il
bene comune sia benaccetto e l’importanza di aiutare le generazioni
più giovani a gestirsi presto nell’adolescenza, aiutandoli a evitare
gli effetti delle forze sociali distruttive.

Nei gruppi si è creato un tale entusiasmo che alcuni volevano
stabilire immediatamente quali tipi di servizio alla comunità
avrebbero offerto dopo il convegno, ha spiegato Nganyade Zowe Tiba,
uno degli organizzatori.

Riflettendo sui preparativi del convegno, il signor Tiba ha spiegato:
«L’organizzazione di questa manifestazione in un paese le cui
infrastrutture sono state distrutte, in cui l’acqua e l’elettricità
sono un lusso ha richiesto un grande impegno logistico».

Ma ciò nonostante l’annuncio del convegno ha «suscitato una tale
eccitazione che molti giovani che vivono in zone ancora sotto il
controllo dei ribelli hanno espresso il desiderio di partecipare»,
anche se poi molti non sono potuti venire per l’instabilità del paese.

«Alcuni hanno viaggiato per un settimana per partecipare», ha detto il
signor Tiba.

Questo convegno è stato l’ultimo delle serie di convegni indetti dalla
Casa Universale di Giustizia nel 2013.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai
link si vada a : http://news.bahai.org/story/1059