ETHICS EXPO 2015 a Mantova

Programma sviluppato con il centro di formazione internazionale dell’ ONU e con EBBF

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Alleghiamo i moduli per la partecipazione, da far pervenire entro domenica 16 settembre.

Sono necessari in quanto gli incontri sono strutturati in workshop, che per ragioni logistiche, non possono superare le 40 persone. Ogni modulo è dedicato ad un workshop.

modulo 1

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modulo 3

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I baha’i irlandesi tengono un convegno sulla società inclusiva

KILKENNY, Irlanda, 24 agosto 2015, (BWNS) — Una delle domande pressanti nella nazione irlandese, come in molti altri paesi in tutto il mondo, è come costruire una società coesa, dove diversi gruppi possano vivere insieme in armonia e integrarsi nella comunità allargata. 

Questo è stato il tema di un convegno organizzato dall’Ufficio delle relazioni esterne della comunità baha’i dell’Irlanda il 3 agosto, intitolato «Il nuovo “noi” degli irlandesi — identità e integrazione nell’Irlanda moderna». Duecento persone hanno partecipato all’evento, nel quale sono intervenuti vari personaggi prominenti provenienti dall’Irlanda e dall’estero. 

Patricia Rainsford, direttrice dell’Ufficio delle relazioni esterne e uno degli organizzatori dell’evento, ha riflettuto in seguito sullo scopo del convegno: 

Sebbene nella cultura irlandese siano state presenti discriminazioni, alienazione ed esclusione sociale verso alcune delle popolazioni locali, ha spiegato la signora Rainsford, «l’Irlanda ha a che fare con un numero relativamente elevato di persone di diversa estrazione globale solo da circa 10 anni». 

Uno dei modi in cui il convegno ha proposto di affrontare questo tema è di prestare una maggiore attenzione alla questione dell’identità in Irlanda. 

Un esperto canadese di genocidio che ha contribuito a formare il Tribunale penale internazionale per il Ruanda dopo il genocidio del 1994, Payam Akhavan, ha parlato dell’importanza di una riforma dell’identità irlandese in modo da rispecchiare la crescente consapevolezza dell’unità del genere umano. 

«Per la prima volta nella storia umana, non possiamo definire noi stessi attraverso l’alterità, ma dobbiamo farlo inclusivamente», ha detto il professor Akhavan, che tuttavia ha riconosciuto le difficoltà di riformare la propria identità. 

Accanto al professor Akhavan c’erano vari oratori, tra cui un superstite dell’Olocausto, Tomi Reichental, e la cantautrice Sharon Murphy. 

Il signor Reichental, che ha descritto la sua esperienza di ragazzo nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, ha dichiarato che «il genocidio non ha inizio nelle camere a gas, incomincia nel parco giochi e nel quartiere». 

«Dobbiamo lavorare tutti per combattere il razzismo e la discriminazione e quando vediamo cattivi comportamenti dobbiamo essere attenti a non diventare spettator», ha anche detto. 

La presentazione appassionata di Sharon Murphy, mentre descriveva la sua esperienza di bambina nera nell’Irlanda degli anni 1960 e ’70, ha commosso il pubblico fino alle lacrime. 

Altri relatori della manifestazione di Kilkenny sono stati Ann O’Sullivan, giornalista e psicoterapeuta, che ha esaminato le conseguenze dell’esclusione per gli individui e per la società. 

Karen McHugh del Dora Luimni, una ONG per difende i diritti umani di migranti e rifugiati, ha presentato una panoramica dei rifugiati e di come questo tipo di migrazione si differenzia da altre forme. 

Tra i relatori c’era anche una signora dello Zimbabwe ora residente in Irlanda, Donnah Vuma, che è attualmente alla ricerca di asilo per sé e i suoi tre figli. Nella sua presentazione, ha descritto l’asilo come «una seconda possibilità, la possibilità di essere sicura e non costantemente nella paura per te e per i tuoi figli». 

L’evento ha avuto la copertura dell’Irish Times. 

Isola di Tanna, Vanuatu – La ricostruzione dopo il ciclone

Poco meno di un anno fa, in occasione del Ridván 2014, la Casa Universale di Giustizia ha descritto il vibrante processo di costruzione della comunità che sta avvenendo a Tanna, Vanuatu – una delle cinque comunità designate ad erigere una Casa di Culto locale.

Il 13 e 14 marzo 2015, un grave ciclone tropicale ha investito l’intero arcipelago delle Vanuatu. E Tanna – una delle isole dell’arcipelago – si è trovata lungo il percorso della tempesta. Il danno è stato notevole, e le comunicazioni in tutta l’isola sono state interrotte. In seguito a questa crisi, le famiglie che hanno perso la gran parte dei loro beni materiali e le persone colpite dalla tempesta stanno lavorando insieme con grande coraggio e determinazione per avviare il processo di ricostruzione.

Giovanissimi, giovani e adulti hanno aiutato a ricostruire le case, a riportare in vita gli orti danneggiati e a prendersi cura degli anziani, mettendo in evidenza le capacità che hanno sviluppato nel corso del tempo tramite la partecipazione al processo dell’istituto e l’applicazione degli insegnamenti bahá’i alla vita della società. Per tutto il tempo, le classi per bambini e gruppi di giovanissimi sono continuate senza sosta. Una profonda fiducia in Dio e nel potere della preghiera si manifestava in molti incontri devozionali collettivi che si sono tenuti, sia durante le ore del ciclone che nelle settimane successive.

E’ stato recentemente pubblicato un video sul canale youtube bahá’í Italia con alcune testimonianze di quanto accaduto. Incoraggiamo tutti gli amici a visionarlo ed utilizzarlo. Qui di seguito il link per accedere al video:

https://www.youtube.com/watch?v=0pETlVvALZ4

Presentato all’alba il disegno di un tempio cambogiano

BATTAMBANG, Cambogia, 18 luglio 2015, (BWNS) – Mentre il sole sorgeva
su Battambang il 17 luglio, melodie di preghiera hanno riempito l’aria
del mattino, in uno spirito di riverenza, esultanza e ringraziamento.

Queste preghiere all’alba hanno dato inizio all’evento per la
presentazione del disegno della prima Casa di culto locale baha’i alla
gente di questa regione della Cambogia, che negli ultimi anni ha visto
emergere una vivace vita comunitaria centrata sul culto di Dio e sul
servizio all’umanità. Agli eventi del giorno hanno partecipato sia
dignitari sia abitanti delle comunità circostanti, per un totale di
300 persone. Alcuni sono venuti a piedi, altri hanno usato varie forme
di trasporto per arrivare in tempo per il programma che ha avuto
inizio nel primo mattino.

Sochet Vitou Tang, l’architetto del progetto, si è rivolto al pubblico
profondamente commosso dall’evento. «È un piacere speciale stare qui
sul sacro terreno che accoglierà la Casa di culto locale baha’i per
Battambang, nel regno della Cambogia», ha detto.

Il signor Tang ha detto che il progetto intende creare un luogo di
tranquillità dove la mente e l’anima possano trovare pace e conforto,
un luogo nel quale le dimensioni spirituali e materiali della vita
possano essere armonizzate.

Egli ha inoltre spiegato che la Casa di culto diverrà un centro dove
persone di tutte le convinzioni potranno «imparare qualcosa sulla
vita, sull’ambiente e sul mondo al di là; un luogo dove veniamo per
costruire un mondo unificato».

Quindi fra moti di gioia e di eccitazione, l’architetto e alcuni capi
villaggio locali hanno presentato un modello del tempio.
Contemporaneamente, alcune bandiere che mostravano alcuni dettagli del
disegno sono state spiegate attorno al padiglione sotto il quale i
partecipanti erano riuniti. Il momento così pregno di significati è
stato accolto con applausi scroscianti e i presenti — tra cui molti
giovani e bambini — si sono fatti avanti per esaminare il modello con
occhi curiosi.

I giovani hanno poi cantato una commovente canzone che avevano
composto per spiegare il significato della Casa di culto nella loro
vita.

La sera, si è svolto un ricevimento per le autorità locali e
regionali, al quale hanno partecipato il governatore della regione di
Battambang, signor Chan Sophal, e il Presidente del Consiglio
provinciale di Battambang.

Nel suo discorso, il governatore Sophal ha commentato che «la comunità
baha’i ha dato un notevole contribuito allo sviluppo spirituale e
materiale della regione».

Una cosa che egli ha trovato particolarmente suggestiva, ha detto, «è
che la Casa di culto baha’i non è stata costruita solo per i baha’i,
ma per tutta l’umanità». Egli è stato inoltre attratto dal «concetto
che la Casa di culto baha’i non è solo un luogo di preghiera e di
culto, ma anche un luogo che ispira il desiderio di servire la
comunità».

Uno dei temi dominanti nell’intera giornata è stato il ruolo della
preghiera nella vita personale e collettiva dell’umanità, evidenziata
dall’apertura dell’incontro all’alba, e il concetto che, per essere
completa. essa debba essere congiunta al servizio all’umanità.

Gli abitanti sono stati ispirati da un recente messaggio della Casa
Universale di Giustizia sulle Case di culto nel quale si spiega che
«la creazione di un nuovo modello di come può essere la società» è
visibile negli «sforzi per costruire le comunità».

«Preso nella sua interezza», prosegue il messaggio, «questo modello
favorisce la capacità di servizio. Le riunioni devozionali sono una
parte essenziale di questo modello – un aspetto comunitario di una
vita devota».

Battambang è la seconda Casa di culto locale baha’i il cui disegno è
stato reso pubblico. Essa è una delle cinque Case di culto locali
baha’i che saranno costruite nei prossimi anni.

Condivisione interreligiosa al Centro Bahai di Lunetta

Ieri a Lunetta abbiamo vissuto una esperienza di condivisione davvero eccezionale.
Degli amici musulmani ci hanno invitato a celebrare l’interruzione del digiuno. Come saprete è il periodo del Ramadan.
Ci siamo ritrovati al centro bahà’ì appunto con amici musulmani, cattolici, bahà’ì.
Da quella che sembrava essere una piccola cena con racconto sul significato del digiuno, ci siamo in realtà trovati con svariati piatti tradizionali appositamente preparati con cura e amore.
Quella che doveva essere una spiegazione in realtà è diventata una condivisione sui digiuni delle religioni da ognuno di noi abbracciata.
Quella che doveva essere la recita di una preghiera è diventata una riunione devozionale.
L’atmosfera così pregna e spirituale ha permesso di parlare in intimità della natura dello spirito e dell’amore per le Manifestazioni di Dio. Oltre che rinnovare il reciproco impegno a servire Lunetta, assieme.
Che dire, a Lunetta si è creato questo sistema così funzionale ai rapporti umani e alla condivisione di cose dello spirito, così delicato eppure efficacie. Senza il centro e senza i sacrifici di molti di voi, che servono in modi a volte non conosciuti, forse questo non sarebbe possibile.