Fire-side al Centro di Valletta Paiolo (Vle Hermada 6)

comunichiamo una serie di fire-sides  che si terranno nel nostro centro in viale Hermada 6, Mantova, ore 20,30:

Mercoledì 26/3/14  “Nonostante tutto, l’unità del genere umano è possibile” a cura di Rinaldo

Giovedì 27/3/14  “Cristo e Bahá’u’lláh : lo spirito della ricerca” a cura di Christian

Siete tutti caldamente invitati.

Il Consiglio ONU per i diritti umani preoccupat​o per le persecuzio​ni dei baha’i iraniani

Il Consiglio ONU per i diritti umani preoccupato per le persecuzioni dei baha’i iraniani 

GINEVRA, 18 marzo 2014, (BWNS) — Secondo Ahmed Shaheed, il relatore speciale dell’ONU per i diritti umani in Iran, nel complesso i diritti umani in Iran non sono sostanzialmente migliorati dopo l’elezione del presidente Hassan Rouhani l’anno scorso, malgrado le sue promesse di garantire ai cittadini più diritti e di mettere fine alle discriminazioni. 

In una presentazione al Consiglio per i diritti umani il 12 marzo u.s. il dottor Shaheed ha detto che l’Iran ha preso alcuni utili provvedimenti per il rafforzamento dei diritti umani, ma il governo continua a violare gli standard legali internazionali, a opprimere le donne e a perseguitare le minoranze etniche e religiose, fra le quali c’è la Fede baha’i. 

«A quanto si dice, centinaia di persone si trovano in una sorta di confino per aver esercitato diritti fondamentali. Fra questi si sono 39 giornalisti e blogger, 92 difensori dei diritti umani, 136 baha’i, 90 sunniti, 50 cristiani e 19 dervisci», ha detto il dottor Shaheed. 

Lo ha detto nella presentazione del suo rapporto annuale al Consiglio. Il rapporto è stato pubblicato la settimana scorsa e presentato al Consiglio il 17 marzo. Il dottor Shaheed ha scritto che la carta dei diritti del cittadino proposta dall’Iran è «un passo nella direzione giusta», ma non garantisce un pari trattamento «delle donne e dei membri delle comunità religiose ed etniche minoritarie del paese». 

Non garantisce nemmeno l’abolizione di «pene crudeli, disumane o umilianti, come la fustigazione, l’impiccagione, la lapidazione e le amputazioni». 

«La Carta non mette al bando l’esecuzione capitale di minori e non affronta il tema della condanna a morte, in particolare per crimini che secondo la legge internazionale non sono molto gravi», ha detto il dottor Shaheed. 

La settimana scorsa, anche il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha presentato al Consiglio il suo rapporto annuale sui diritti umani in Iran. Ha detto di non aver riscontrato miglioramenti per i baha’i e per le altre minoranze religiose e di aver trovato pochi miglioramenti nella situazione complessiva dei diritti umani in Iran. 

«Non ci sono stati miglioramenti nella situazione delle minoranze religiose ed etniche, che continuano a subire gravi restrizioni nel godimento dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali», ha detto il signor Ban. «Le violazioni dei diritti delle minoranze religiose come i baha’i e i cristiani hanno profonde radici nella legge e nella pratica». 

Ieri, durante la presentazione del dottor Shaheed, che ha avuto le caratteristiche di un dialogo interattivo, le delegazioni dei vari paesi e delle organizzazioni non governative hanno avuto la possibilità di rispondere a domande o di farne. 

Una decina di paesi hanno espresso la loro preoccupazione per le continue persecuzione dei baha’i iraniani: Australia, Belgio, Botswana, Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera. Anche l’Unione Europea ha menzionato i baha’i nella sua dichiarazione. 

L’Irlanda ha detto: «La situazione dei membri delle minoranze religiose continua a essere preoccupante». 

«Notiamo in particolare le informazioni sulla situazione dei baha’i contenute nel rapporto del relatore speciale. Egli dice che essi sono regolarmente processati se partecipano agli affari della comunità, per esempio facilitando servizi educativi oppure svolgendo pubblicamente pratiche religiose, come partecipare a incontri devozionali, ma che sono accusati di crimini politici o contro la sicurezza dello stato, come spionaggio o “propaganda contro il sistema di governo”». 

Il Botswana ha detto: «Chiediamo all’Iran di eliminare anche le discriminazioni contro le minoranze religiose, come per esempio i baha’i». 

La Svizzera ha chiesto perché i baha’i sono «soggetti a crescenti oppressioni, malgrado siano molto discreti in Iran» e non siano «pericolosi per il governo». 

Anche Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha partecipato alla sessione, come hanno fatti altri rappresentanti di altre organizzazioni non governative. 

«Fino ad oggi, non ci sono stati miglioramenti nella situazione dei baha’i iraniani», ha detto la signora Ala’i rivolgendosi al dottor Shaheed. «Come lei ha detto, 136 baha’i sono in prigione unicamente per motivi religiosi, nessun giovane baha’i è riuscito a finire gli studi in un’università iraniana e la maggior parte di loro non riesce nemmeno a entrarvi, i negozi continuano a essere chiusi, il lavoro nel settore pubblico è proibito, i cimiteri sono profanati e i media sponsorizzati dallo stato continuano a incitare all’odio». 

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/983

I recenti sviluppi della casa di Culto in Cile illustrate in un cinegiornale

SANTIAGO, Cile, 14 marzo 2014, (BWNS) — È stata messa in circolazione la più recente edizione di una serie di cinegiornali sui progressi della costruzione della Casa di culto baha’i a Santiago. È visibile nel sito web ufficiale in spagnolo e in inglese.

Intitolata «Costruzione, culto e servizio», questa edizione descrive vari importanti sviluppi nel processo della costruzione a partire dall’ottobre 2013 riguardanti l’erezione della sovrastruttura e i lavori iniziali per la sistemazione paesaggistica del terreno adiacente (con la predisposizione di alcuni viali nei cinque ettari del terreno) e per la costruzione dei servizi. Il cinegiornale spiega che mentre i lavori procedono la comunità comprende meglio il modo in cui il culto personale e collettivo può trovare espressione pratica nel servizio all’umanità.

La costruzione della Casa di culto ha avuto inizio nel novembre 2010.  Una volta completato, l’edificio di Santiago sarà l’ultima Casa di culto baha’i eretta per servire un intero continente.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/982

Ciclo fire-sides nel Centro di Valletta Paiolo (Viale Hermada 6)

Si è concluso mercoledì scorso il primo ciclo di fire-sides organizzati al Centro Paiolo. Si è tratto di tre incontri (uno sulla pittura quale mezzo per conoscere meglio questo mondo e il mondo spirituale; uno sulla salute fisica e mentale ed uno sulla poesia, linguaggio dello spirito) che hanno visto la partecipazione di 11 ricercatori ed alcuni amici Baha’i.

L’atmosfera che si è creata di volta in volta è stata molto bella e costruttiva. Dopo una presentazione di circa 20 minuti da parte dell’oratore di turno, si è data ampio spazio ad interventi e considerazioni che hanno coinvolto tutti i partecipanti realizzando i due obiettivi che ci eravamo proposti:

1) Far conoscere la Fede Baha’i

2) Innalzare il livello e la qualità delle conversazioni.

I pareri molto favorevoli espressi dagli amici ricercatori ci incoraggiano a proseguire su questa strada. Riprenderemo mercoledì 26 Marzo con altri argomenti ed invitiamo tutti gli amici Baha’i a partecipare con i loro simpatizzanti. Per ora gli incontri resteranno al mercoledì per soddisfare le esigenze di coloro che già partecipano, ma siamo disponibili ad organizzare altri incontri in altre serate previa richiesta di chi ne avesse desiderio o necessità, per dare la possibilità ad altri ricercatori di partecipare.

Con affetto,  Alba, Franca, Nicola, Roberto (Gruppo organizzatore)

Incontro dei bambini con le religioni presenti a Mantova

Cari amici,
volevo condividere una bellissima esperienza che ho vissuto lunedì mattina: da circa 8 anni la provincia (Gabriele Gabrieli, che conosciamo tutti) organizza con le scuole un incontro dove invita i bambini con le loro maestre e i rappresentanti delle comunità religiose presenti a Mantova.
Lunedì siamo andati io, Nadia e Franco, era una bella giornata di sole e tutto era stato allestito con cura: sul prato un cerchio fatto di stoffe di tanti colori, un grande riccio di cartone simbolo dell’evento che ci ricorda di ritirare le nostre spine senza paura, per poter conoscere l’altro, e non mancava nemmeno la musica, il ritmo dei tamburi di alcuni amici nigeriani. I bambini hanno ascoltato un breve discorso di ogni rappresentante, culminato in un girotondo gigantesco che abbiamo fatto tutti insieme, e che ci ha portato molta gioia!
Poi i rappresentanti delle comunità sono rimasti a disposizione delle classi, che hanno fatto il giro di tutti: anche noi abbiamo risposto alle domande dei bambini / giovanissimi, alcuni erano molto interessati ed era un piacere vedere la loro sete di imparare e la loro curiosità! Li abbiamo invitati a venirci a trovare al centro di Paiolo insieme alle insegnanti, quindi speriamo di essere contattati presto! Grazie ad iniziative come queste ci si sente più vicini e molte barriere inziano a cadere…
Un caro saluto a tutti,
Nadia V.
Potrete vedere un filmato dell’incontro dal sito on-line della Gazzetta di Mantova: http://video.gelocal.it/gazzettadimantova/locale/viaggio-tra-le-religioni-di-mantova/25848/25877