Il Primo Ministro samoano elogia la comunità baha’i nel LX anniversario

APIA, Samoa, 1° marzo 2014, (BWNS) — Il Primo Ministro samoano ha espresso la sua gratitudine alla comunità baha’i del Paese per il prolungato servizio da essa reso allo sviluppo della società samoana.

L’onorevole Tuilaepa Sailele Malielegaoi ha espresso le sue osservazioni durante le celebrazioni del LX anniversario dell’insediamento della Fede baha’i nella sua nazione insulare nel Pacifico. 

«Colgo l’occasione per esprimere l’apprezzamento del Governo per il vostro importante contributo alla vita spirituale del nostro Paese», ha detto. 

Il Primo Ministro ha detto che il lavoro della comunità baha’i, assieme a quello di tutte le chiese in Samoa, è importantissimo per aiutare la gente a dare il meglio di se stessa.

Altri ministri del Governo si sono uniti al Primo Ministro e ai rappresentanti della comunità baha’i in una speciale celebrazione che ha avuto luogo nel Samoa Tradition Resort martedì 14 gennaio 2014.

Egli ha inoltre assicurato i presenti che il Governo samoano fa tutto il possibile per garantire a tutti il diritto al culto.

«Sappiamo che in molti paesi del mondo si continua a violare i diritti e le libertà umane», ha detto. «Essendo impegnata nei confronti delle altre nazioni come membro delle Nazioni Unite, Samoa cerca di sostenere gli sforzi per la protezione dei diritti umani nei vari paesi, compreso l’Iran, dove la Fede baha’i è perseguitata».

La Fede baha’i è stata introdotta in Samoa nel 1954 con l’arrivo di una signora australiana di origine svizzera, Lilian Wyss. Il Capo dello stato samoano dal 1962 al 2007, Sua Altezza Susuga Malietoa Tanumafili II, è stato il primo sovrano regnante ad accettare la Fede baha’i. Egli ha inaugurato la Casa di culto a Tiapapata nel 1984. Uno speciale servizio commemorativo si è svolto nel Tempio il 12 gennaio, durante il quale i baha’i e i loro amici hanno celebrato e riesaminato le pietre miliari dello sviluppo della loro comunità.

In un messaggio per l’anniversario, la Casa Universale di Giustizia ha scritto: «Siamo molto lieti di vedere che la Casa di culto in Samoa – un edificio dedicato all’unione fra preghiera e servizio – favorisce i legami di unità fra cuore e cuore, dando impulso al processo rigenerativo della costruzione di comunità in tutta la vostra nazione insulare». 

Un membro dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei baha’i di Samoa, Peseta Demetrius Fogaseuga Taofiga, ha detto che le celebrazioni hanno offerto un’occasione per riflettere sulle sfide e sulle vittorie di sei decenni.

«È anche un’occasione per consultarsi sui modi e sugli strumenti per costruire comunità migliori e per continuare a servire Samoa e il suo popolo», ha detto.

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http://news.bahai.org/story/981

 

 

«Servire l’umanità», i giovani discutono sul contributo al miglioramento della società in una serie di brevi filmati

HAIFA, Israele, 8 febbraio 2014, (BWNS) — Una serie di brevi filmati, complessivamente intitolati «Servire l’umanità» è stata pubblicata sulla World Wide Web l’8 febbraio, esattamente un anno dopo che la Casa Universale di Giustizia ha annunciato la convocazione di convegni per giovani in tutto il mondo. 

«Servire l’umanità» prende in esame, attraverso le voci diverse di alcuni degli 80 mila giovani che hanno partecipato ai 114 convegni, i modi in cui i giovani possono contribuire al benessere spirituale e materiale delle loro comunità. Mentre i giovani esprimono le loro idee sui temi trattati in quei convegni, appare che cosa significa per la loro generazione dedicarsi al servizio dell’umanità. 

Fra gli altri esempi, i filmati mostrano che i giovani dei vari continenti fanno riferimento agli stessi concetti, come l’amicizia e il reciproco sostegno, mentre si assumono la responsabilità di offrire un importante contributo allo sviluppo dei propri vicinati e dei propri villaggi. La parte dedicata al tema della «coerenza» illustra come la chiarezza sullo scopo che ciascuno si prefigge permette ai giovani di vedere ogni aspetto della propria vita come un insieme coerente. 

È possibile scaricare «Servire l’umanità» oppure vederlo online, con la possibilità di vedere i filmati sottotitolati in arabo, inglese, francese, russo e spagnolo. È accessibile anche una versione doppiata in persiano. Il sito si trova qui www.bahai.org/toserve. 

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/980

Tre bahá’í accoltellati in Iran, sembra trattarsi di un episodio criminale di odio religioso

GINEVRA, 7 febbraio 2014, (BWNS) — La Bahá’í International Community ha appreso che lunedì 3 febbraio u.s. tre bahá’í sono stati accoltellati nella loro abitazione a Birjand, in Iran, da un ignoto intruso. Sembra trattarsi di un episodio criminale di odio religioso.

I tre, marito, moglie e figlia, sono sopravvissuti, ma si trovano attualmente in terapia intensiva in un vicino ospedale.

Secondo voci giunte dall’Iran, l’aggressore, che era mascherato, è entrato nella casa di Ghodratollah Mavadi e sua moglie, Touba Sabzehjou, attorno alle 8 di sera.

Ha immediatamente aggredito con un coltello o altra arma appuntita il signor Mavadi, la signora Sabzehjou e la loro figlia, Azam Mavadi, ferendoli gravemente tutti e tre.

Il signor Mavadi è stato colpito all’addome e al fianco, la signora Sabzehjou al collo. Entrambi hanno perso coscienza per l’emorragia.

La signorina Mavadi, pur gravemente ferita, è riuscita a chiamare la polizia e i tre sono stati trasferiti all’ospedale, dove sono stati sottoposti alle cure del caso.

La signora Diane Alá’í, rappresentante della Bahá’í International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha detto che apparentemente l’aggressore si prefiggeva di uccidere i tre innocenti bahá’í nella loro abitazione.

«Non vi sono dubbi che questo crimine abbia motivazioni religiose. Il signor Mavadi era un ben noto dirigente della comunità bahá’í di Birjand.

«Ora ci interessa solo che la famiglia Mavadi guarisca. Ma ci interessa anche che le autorità in Iran diano immediatamente avvio alle indagini per portare l’esecutore davanti alla giustizia.

«La cosa triste è che dal 2005 ci sono state oltre cinquanta aggressioni fisiche contro bahá’í iraniani e che nessuno degli aggressori è stato processato o altrimenti portato davanti alla giustizia. E nello stesso periodo almeno nove bahá’í sono stati assassinati in circostanze sospette e gli assassini sono rimasti impuniti.

«Recentemente, per esempio, un bahá’í di Bandar Abbas è stato ucciso e la polizia non ha ancora incriminato nessuno. Il signor Ataollah Rezvani, anche lui dirigente della comunità bahá’í della sua località, è stato assassinato nella sua automobile con un colpo di pistola alla testa il 24 agosto 2013.

«Se il nuovo governo del presidente Hassan Rouhani è sincero quando afferma che sotto la sua presidenza tutti godranno di pari diritti, questo nuovo caso deve essere preso molto seriamente e si deve incominciare subito a cercare l’uomo che ha aggredito la famiglia Mavadi.

«Siamo confortati dal fatto che ancora una volta gli iraniani non-bahá’í stanno esprimendo la loro profonda preoccupazione e il loro sostegno ai bahá’í dell’Iran, come è evidente da molti post on line che chiedono che i bahá’í siano trattati con giustizia», ha detto la signora Alá’í.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/979

Quest’anno 200.000 turisti cinesi visiteranno Haifa

È apparsa sui notiziari Israeliani la notizia che 200.000 turisti cinesi nell’arco di quest’anno visiteranno la città di Haifa nell’ambito di un gemellaggio con le città cinesi di Shanghai, Sanjin e Chengdu.
http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/175583
Si prevede di aumentare la ricettività degli alberghi da 1700 a 2300 camere.

Per vedere i Giardini Monumentali Bahai: http://www.bahaibigarello.it/giardini_monumentali.htm