In Iran ucciso un credente baha’i per le sue convinzioni religiose

È giunta notizia che il 24 agosto u.s. il signor Ataollah Rezvani è stato ucciso nella città portuale di Bandar Abbas nell’Iran meridionale. Il suo assassinio è stato chiaramente motivato dalla sua appartenenza alla Fede baha’i. 

Il signor Rezvani è stato assassinato con un proiettile alla nuca e il suo corpo è stato ritrovato nella sua automobile nei pressi della stazione ferroviaria alla periferia di Bandar Abbas, la città nella quale egli abitava con la famiglia. Dalle informazioni che ci sono finora giunte sembra che i suoi aggressori lo abbiano costretto ad andare con la vettura in quel luogo. Non essendo tornato a casa, sono state fatte delle ricerche che hanno portato al rinvenimento del suo corpo. 

Il signor Rezvani era un noto baha’i della città, amato e rispettato dai suoi concittadini per la sua onestà e la sua disponibilità. Quando era giovane, era stato espulso dall’università, dove studiava ingegneria, perché era baha’i. Ciò nonostante si era fatto conoscere come esperto nella purificazione dell’acqua e per lavoro si era recato anche in altre città. Di recente, a causa delle pressioni e delle minacce di agenti del Ministero dei servizi segreti, è stato licenziato e pertanto si era messo a vendere dispositivi per la purificazione dell’acqua. Questi stessi agenti stavano facendo pressioni su di lui per indurlo a lasciare la città. Recentemente aveva ricevuto telefonate minatorie da ignoti. Negli ultimi anni il clero locale aveva ripetutamente cercato di incitare la popolazione locale contro i baha’i pronunciando sermoni incendiari. 

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L’ILO preoccupata per la repressione economica sui baha’i iraniani

L’ILO preoccupata per la repressione economica dei baha’i iraniani

Ginevra, 1° agosto 2013, (BWNS) — L’Organizzazione internazionale del
lavoro (ILO) ha espresso «la sua profonda preoccupazione per la
protratta discriminazione economica ed educativa contro i baha’i in
Iran».

In particolare, un Comitato dell’ILO che ha il compito di sorvegliare
l’osservanza globale del diritto alla non-discriminazione nell’impiego
e nell’occupazione ha detto che il caso dei baha’i iraniani resta
«particolarmente grave» a causa della «sistematica discriminazione» da
parte del governo.

«L’ILO è un organismo tripartito che rappresenta governi, operai e
impiegati di tutto il mondo. Il rapporto del comitato, rilasciato alla
fine di giugno, è perciò particolarmente significativo perché non
rappresenta solo l’opinione dei governi, ma anche quella degli operai
e degli impiegati», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i
International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

«Il fatto che l’ILO si sia unito al coro internazionale di proteste
per il protrarsi in Iran della discriminazione contro i baha’i nei
posti di lavoro e nell’istruzione è un’importante indice dell’opinione
globale».

«L’Iran non ha fatto alcun progresso nell’eliminazione di questa
discriminazione, anzi la situazione è peggiorata», ha detto la signora
Ala’i. «Dal gennaio scorso è cresciuto il numero dei negozi baha’i che
sono stati chiusi e delle licenze commerciali revocate».

La signora Ala’i ha detto, per esempio, che verso la fine dell’anno
scorso una trentina di negozi baha’i sono stati chiusi in Hamadan e
che alla fine di febbraio tutti i negozianti baha’i della città,
tranne due, sono stati convocati dalle autorità per un interrogatorio.
I negozi di molti di loro sono poi stati chiusi.

«Un negozio baha’i di Hamadan è stato chiuso perché il proprietario si
è rifiutato di tenere il negozio aperto durante una festività baha’i»,
ha detto la signora Ala’i. «Quando il negoziante ha incominciato a
vendere le sue merci dal suo camioncino, il veicolo è stato
confiscato. La sua abitazione è stata perquisita e il suo conto
bancario è stato chiuso. Queste forme di discriminazione contro i
baha’i si verificano in tutto l’Iran».

Prosegue anche la discriminazione contro i baha’i negli studi
superiori, ha detto la signora Ala’i, facendo notare che questa
discriminazione riguarda anche le scuole professionali che rientrano
nell’area di interesse dell’ILO.

«Fra le 81 università iraniane che nel 2006 hanno ricevuto l’ordine di
espellere gli studenti che si fosse scoperto che erano baha’i ci sono
anche alcune scuole professionali», ha detto la signora Ala’i, facendo
riferimento a un memorandum confidenziale emesso dal governo.

Alla fine il rapporto del Comitato dell’ILO raccomanda «che il governo
[dell’Iran] prenda provvedimenti seri per combattere la
discriminazione contro le minoranze etniche e le minoranze religiose
non riconosciute, in particolare i baha’i».

Il rapporto cita commenti sulla situazione in Iran fatti da operai,
im-piegati e rappresentanti del governo. I commenti sono citati
anonimamente per proteggere il Comitato da pressioni da parte del
governo.

I membri operai hanno detto che malgrado le ripetute indagini su
questo caso, non c’è stato alcun progresso nell’osservanza della
Convenzione», riferise il rapporto. «L’incapacità del governo di
abrogare le leggi e i regolamenti più palesemente discriminatori è
altamente deplorevole».

I membri operai hanno anche proposto di inviare una missione ad alto
livello a visitare il paese il più presto possibile, per accertare i
fatti e redigere un piano con precise scadenze per assicurare che il
governo si attenga alla Convenzione, dice il rapporto.

Anche i membri impiegati hanno esortato il governo «a prendere
provvedimenti concreti per assicurare un’ampia protezione contro
discriminazioni dirette e indirette in tutti i campi enumerati dalla
Convenzione».
Il rapporto cita vari governi, fra i quali l’Unione Europea e il Canada.

Il rappresentante governativo del Canada, per esempio, ha detto che le
minoranze religiose subiscono una persistente e diffusa
discriminazione.

«I membri della Fede baha’i sono stati discriminati nell’accesso agli
studi superiori, alle università e all’occupazione nel settore
pubblico. Sono stati privati di proprietà, impieghi e istruzione. Il
fatto che il governo non abbia rispettato i propri obblighi verso la
Convenzione malgrado i ripetuti appelli del Comitato dimostra mancanza
di serietà e di buona fede», ha detto, secondo il rapporto, il membro
governativo del Canada.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e acceder ai
link si vada a: http://news.bahai.org/story/963

Lava e bacia i piedi di Artin

Un altro personaggio Iraniano prende atto degli ingiusti trattamenti riservati ai bahá’i in Iran

Dissidente Iraniano bacia i piedi del piccolo Artin

Dissidente Iraniano bacia i piedi del piccolo Artin

. Egli  per scusarsi  e dare l’esempio di consapevolezza, lava e bacia i piedi di Artin, bimbo di 4 anni  che vive solo con la nonna, perché i suoi genitori  sono in prigione per motivi della loro Fede  .

Vedi post originale: http://www.rferl.mobi/a/25048285.html

Lunetta in festa

Cari amici,domani ore 17 ci sará a Lunetta,di fronte alla palestra, nella.zona del parco, una festa del quartiere con famiglie di tante culture e religioni, festa organizzata da diverse associazioni del quartiere,tra le quali anche l associazione Ugo Giachery con tanto di danza preparata dai giovanissimi che partecipano ai gruppi giovanissimi!ci sarâ anche uno stand per i giovani in cui si potrá parlare della Conferenza e degli stumenti che abbiamo.a.disposizione dalla nostra amata Causa per costruire una nuova civiltá!
Siete tutti invitati a partecipare e a conoscere tutte le famiglie a amici del quartiere, genitori dei bambini e giovanissimi compresi!!Costruiamo questa comunitá  e facciamolo insieme!!

Distrutto un sito sacro a Baghdad

La comunità mondiale baha’i ha appreso che la casa di Baha’u’llah, il
fondatore della Fede baha’i, in Baghdad, Iraq, sito di grande
sacralità noto come la Più Grande Casa, è stata distrutta.  Le precise
circostanze della demolizione non sono ancora chiare.

Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International
Community presso le Nazioni Unite ha detto: «Questo deplorevole atto
ha privato tutte le persone del mondo di una parte preziosissima del
loro retaggio spirituale».

«Pur non essendo chiari i dettagli, è chiara la forza dei sentimenti
della comunità baha’i per questo atto terribile e sconvolgente», ha
proseguito.

«I baha’i di tutto il mondo sono affranti.  Ma essi restano, come
sempre, sereni e concentrati sui loro sforzi per promuovere la pace e
contribuire al miglioramento delle loro comunità», ha soggiunto.

La Più Grande Casa è stata la residenza di Baha’u’llah per la maggior
parte del periodo del Suo esilio dall’Iran a Baghdad, Iraq.  Il sito
si trova nei pressi del fiume Tigri.

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http://news.bahai.org/story/961