Conferenze pubbliche presso associazione Bioanch’io giovedì 6-13 2013

Giovedì 6  e giovedi 13 giugno 2013

Conferenze pubbliche presso associazione Bioanch’io

Gli incontri pubblici si terranno a Mantova presso la sala dell’ associazione Bionch’io in via Amendola, 19/A (zona S.PIO X) 46100 MANTOVA

Giovedì 6 l’incontro avrà come relatore il Sig. Marzio Zambello ed avrà come tema:

“ Riflessioni sulla realtà “

Cercheremo di capire con i partecipanti  durante l’incontro che  l’uomo procede verso la conoscenza di “ Ciò che c’e”. La realtà, non dipende nè dalla nostra conoscenza nè da ciò che ci piace o non ci piace e nemmeno da quello in cui crediamo o non crediamo, la scopriamo con gli strumenti di cui disponiamo vale a dire il potere dei sensi, la ragione (filosofia e scienza), tradizione ed intuizione.  Cercheremo anche di vedere l’influenza che la lettura della realtà può avere nella vita dell’individuo e della società.

Giovedì 13 l’incontro avrà come relatore il Prof. Luigi Zuffada ed avrà come tema:

“Relatività e progressività delle religioni”

Arrivo partecipanti ore 20.45 ed inizio incontro ore 21.00 – Entrata libera

Per ulteriori informazioni info@bahaimantova.it

tutte le attività d’ora in poi possono essere trovate sul sito baha’ì della provincia di Mantova   www.bahaimantova.it

I baha’i iraniani subiscono una discriminazione diffusa e radicata, afferma un Comitato dell’ONU

GINEVRA, 23 maggio 2013, (BWNS) — Il 22 maggio u.s. il Comitato
dell’ONU per i diritti economici, sociali e culturali ha inviato una
serie di precise raccomandazioni al governo iraniano. Fra queste c’è
l’invito di assicurare che tutti i cittadini, indipendentemente dal
credo religioso, godano di tutti i diritti senza discriminazioni.

Il Comitato ha specificamente menzionato la comunità baha’i,
esprimendo la sua preoccupazione che i baha’i iraniani subiscono <<una
discriminazione diffusa e radicata, che comprende il divieto di
accesso all’impiego nel settore pubblico, nelle istituzioni
dell’istruzione superiore e ai benefici del sistema pensionistico>>.
Esso raccomanda che l’Iran <<prenda provvedimenti per assicurare che i
membri della comunità baha’i siano protetti da ogni tipo di
discriminazione e di esclusione>>.

Diane Alai, rappresentante della Baha’i International Community presso
le Nazioni Unite a Ginevra, ha apprezzato le parole del Comitato,
espresse nelle <<osservazioni conclusive>>.  Ha detto: <<Il rapporto del
Comitato illustra le dimensioni delle persecuzioni dei baha’i in Iran,
che riguardano l’impiego, l’istruzione e questioni culturali>>.

Ha notato che i membri del Comitato hanno interrogato alcuni
funzionari iraniani durante una sessione durata un giorno all’inizio
del mese, chiedendo fra l’altro perché il Governo sente la necessità
di riconoscere una religione per garantire alle persone alcuni diritti
e perché la discriminazione contro i baha’i appare così diffusa.

<<La libertà di religione appartiene ai cittadini e non al potere degli
stati>>, ha detto ai funzionari iraniani Nicolaas Schrijver, membro del
Comitato per l’Olanda, durante la sessione del 1° maggio.

Nella sua relazione, il Comitato ha anche raccomandato che l’Iran
prenda provvedimenti per garantire <<agli studenti baha’i il libero
accesso alle università e alle scuole professionali>>.

La relazione tratta anche molte altre violazioni dei diritti umani in
Iran, dalla discriminazione contro le donne e le minoranze etniche
nell’istruzione e nell’impiego alla mancanza di protezione per i
sindacati indipendenti.

Per leggere online l’articolo in inglese, vedere le foto e accede ai
link si vada a:
http://news.bahai.org/story/958

La campagna «Cinque anni di troppo» si intensifica

In tutto il mondo si sta parlando dei sette dirigenti baha’i
imprigionati in una campagna globale che chiede di liberarli.

La campagna «Cinque anni di troppo» segna il quinto anniversario
dell’arresto dei sette e mette in luce l’ingiustizia della loro
detenzione e il deterioramento della situazione dei diritti umani in
Iran.

«A metà della nostra campagna di dieci giorni abbiamo visto
un’impressionante e sentita risposta della gente comune e di
personaggi di spicco», ha detto Bani Dugal, il principale
rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni
Unite.

Fra le risposte segnaliamo le seguenti:

• Il Ministro degli affari esteri australiano, senatore Bob Carr, ha
chiesto l’immediata liberazione dei sette.

• Lloyd Axworthy, ex ministro degli affari esteri canadese, ha scritto
un articolo aperto nel quale afferma che il modo in cui l’Iran tratta
la minoranza baha’i è la «cartina di tornasole» delle intenzioni
dell’Iran in ambito internazionale.

• Il noto artista Siron Franco ha esposto sulle spiagge di Rio de
Janeiro un grande affresco basato sul concetto che «gli esseri umani
devono essere liberi come gli uccelli».

• Un seminario presso la Law Society of England and Wales di Londra ha
parlato dell’ingiusta detenzione dei sette. Fra gli oratori c’era
anche Ahmed Shaheed, il Relatore speciale delle Nazioni Unite per i
diritti umani in Iran.

Sei dei sette dirigenti sono stati arrestati il 14 maggio 2008 durante
una serie di blitz a Teheran. Il settimo era stato fermato due mesi
prima il 5 marzo 2008.

Dopo l’arresto, i sette dirigenti, Fariba Kamalabadi, Jamaloddin
Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rezaie, Mahvash Sabet, Behrouz Tavakkoli
e Vahid Tizfahm, sono stati sottoposti a un processo irregolare e
condannati a vent’ani di prigione, la condanna più dura comminata a
una persona attualmente in carcere in Iran per motivi di coscienza.

Molti di coloro che hanno parlato in loro difesa hanno approfittato
dell’occasione per collegare la loro situazione alla triste sorte
delle centinaia di altri prigionieri di coscienza in Iran.

Durante un forum a Washington DC lunedì, 6 maggio, per esempio, Thomas
O. Melia, del Dipartimento di stato statunitense, ha detto che
l’ingiusta detenzione dei sette è «emblematica» per la persecuzione
contro i baha’i in tutto l’Iran e ricorda la situazione delle altre
comunità religiose minoritarie che sono attualmente perseguitate dal
governo iraniano.

«Questo governo impedisce le pratiche cultuali dei sunniti, sferza i
sufi e arresta gli zoroastriani per la sola ragione che sono quello
che sono», ha detto il signor Melia. «Questo governo perquisisce case
e chiese e arresta i dirigenti cristiani per le loro attività. Questo
governo discrimina gravemente anche gli ebrei e confisca le proprietà
di varie comunità religiose».

La campagna proseguirà fino al 15 maggio. Altre notizie si trovano nel
sito http://www.bic.org/fiveyears

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai
link si vada a:
http://news.bahai.org/story/956

Video della conferenza di Kampala del 1953

Questo prezioso ed emozionante video ritrae formidabili figure della Fede presenti alla Conferenza di Kampala nel 1953.

Rappresentante di Shoghi Effendi, Mani della Causa di Dio, Cavalieri di Baha’u’llah, (in seguito) Martiri della Fede in Iran, Pionieri della Fede, i primi credenti locali, ed altri appaiono brevemente nel filmato.

Una per tutti, La Mano della Causa di Dio, Dorothy Beecher Baker che da lì a poco di ritorno da un’altra conferenza a Dehli, come Rappresentante di Shoghi Effendi, via Roma, il suo Aereo si inabissò nel mediterraneo vicino all’Isola d’Elba (10 Gennaio 1954).

In Iran i baha’i devono affrontare violazioni particolarmente gravi

In Iran i baha’i devono affrontare violazioni particolarmente gravi
nel continuo deterioramento della libertà religiosa, dicono gli Stati
Uniti.

WASHINGTON, 6 maggio 2013, (BWNS) — Nel loro rapporto annuale sulla
libertà religiosa internazionale, gli Stati Uniti dicono che l’anno
scorso la libertà religiosa in Iran ha continuato costantemente a
deteriorarsi, specialmente per le minoranze religiose come i baha’i, i
cristiani e i musulmani sufi.

«Il governo dell’Iran continua a perpetrare sistematiche e flagranti
violazioni della libertà religiosa, con atti come detenzioni
prolungate, torture ed esecuzioni capitali basate principalmente o
interamente sulla religione dell’accusato», ha detto la Commissione
statunitense sulla libertà religiosa internazionale (USCIRF), un
organo consultivo federale indipendente.

«Le aggressioni fisiche, le vessazioni, le detenzioni e gli arresti
sono aumentati», ha detto l’USCIRF. «Anche alcune delle minoranze
religiose non islamiche protette dalla costituzione iraniana, ebrei,
zoroastriani e cristiani armeni e assiri, sono sottoposte a
vessazioni, intimidazioni, discriminazioni, arresti e detenzioni».

Il rapporto annuale esamina la situazione della libertà religiosa in
tutti i paesi al di fuori degli Stati Uniti. Sin dal 1999, l’Iran è
elencato dal Dipartimento di stato americano fra i «paesi che destano
particolare preoccupazione».

Il rapporto di quest’anno dedica quasi due pagine alla situazione
della comunità baha’i in Iran.

«La comunità è da lungo tempo esposta a violazioni della libertà
religiosa particolarmente gravi», dice il rapporto. «Le autorità
iraniane vedono i baha’i, che sono almeno 300.000, come “eretici” e li
reprimono per “apostasia” e altre accuse infondate».

Il rapporto dice che dal 1979 il governo iraniano ha provocato la
morte di oltre duecento baha’i e ne ha licenziati oltre diecimila da
pubblici impieghi e posizioni presso le università

«I baha’i non possono avere luoghi di culto, scuole o qualsiasi tipo
di associazione religiosa indipendente», dice il rapporto. «I loro
cimiteri, i loro luoghi santi e le proprietà della loro comunità sono
spesso sequestrati o profanati e molti importanti siti religiosi sono
stati distrutti. La comunità baha’i è soggetta a dure pressioni
economiche, come il divieto di coprire posizioni lavorative nei
settori pubblici e privati e di avere licenze commerciali».

Il rapporto dice che negli ultimi due anni «i baha’i hanno dovuto
affrontare trattamenti sempre più duri, come arresti e detenzioni e
attacchi violenti contro le case private e le proprietà personali».

Dice che dal 2005 oltre 650 baha’i sono stati arbitrariamente
arrestati e che nel febbraio 2013 almeno 110 di loro erano in
prigione, il doppio rispetto al 2011.

«Negli ultimi anni le autorità iraniane si sono date un gran daffare
per raccogliere informazioni sui baha’i e controllare le loro
attività», dice il rapporto. «Nel periodo di cui questo rapporto si
occupa, decine di baha’i sono stati arrestati in tutto il paese, in
centri come Teheran, Babolsar, Karaj, Nazarabad, Shahrekord, Semnan,
Mashhad, Bandar Abbas, Shiraz e Ghaemshahr. Nella maggior parte dei
casi, funzionari del Ministero dei servizi segreti si sono presentati
nelle loro case, ne hanno perquisito gli ambienti e hanno sequestrato
computer, libri e altro materiale e poi hanno proceduto ad arrestare
diverse persone. Nella maggior parte dei casi non è stata presentata
alcuna accusa formale».

Il rapporto parla anche della situazione dei sette dirigenti baha’i
detenuti, Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naemi, Saeid
Rezaie, Mahvash Sabet, Behrouz Tavakkoli e Vahid Tizfahm, notando che
essi si trovano in prigione sin dal 2008 in base a «una varietà di
dubbie imputazioni, che vanno dallo spionaggio alla “corruzione sulla
terra”».

«Nell’agosto del 2010, i sette sono stati condannati a vent’anni di
prigione. In questo momento le due donne si trovano nella prigione
Evian e i cinque uomini sono detenuti in condizioni orrende nella
famigerata prigione Gohardasht alla periferia di Teheran. Gli avvocati
dei sette baha’i, fra i quali c’è anche il premio Nobel Shirin Ebadi,
hanno avuto ben poche possibilità di parlare con i loro clienti o di
accedere agli atti del processo», dice il rapporto.

L’intero rapporto in inglese si trova qui: http://www.uscirf.gov/

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai
link si vada a:
http://news.bahai.org/story/955