Il sindaco di Lussemburgo città rende omaggio ai baha’i del paese per il loro anniversario

Lussemburgo città, Lussemburgo, 4 novembre 2012, (BWNS) – La prima elezione dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei Baha’i del Lussemburgo avvenuta 50 anni fa è stata ricordata con un monumento in un parco del centro di Lussemburgo città.

Il 30 ottobre una grande pietra che porta le parole di Baha’u’llah – «La terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini» – è stata scoperta nel Parc de Merl dal sindaco della città, Xavier Bettel, accompagnato dal magistrato municipale Viviane Loschetter, da membri della giunta cittadina e da altri ospiti speciali.

Il municipio ha inoltre piantato nel parco una quercia donata alla comunità baha’i per celebrare l’anniversario.

«Un albero è un simbolo di vita», ha detto il sindaco Bettel, «cresce in modo organico e produce frutti dai quali possiamo tutti trarre beneficio».

«Anch’io credo fermamente che la nostra società debba aprirsi ai nuovi pensieri e alle nuove credenze, che sono diventate parte di questa società…», ha aggiunto il signor Bettel. «Il 61 per cento degli abitanti di Lussemburgo città sono stranieri e la città unisce una crescente varietà di credenze e convinzioni diverse. Ecco perché abbiamo piantato questo albero in omaggio alla comunità baha’i».

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Preoccupato per il «clima di paura» in Iran l’esperto dell’ONU

NAZIONI UNITE, 31 ottobre 2012, (BWNS) – L’espetto delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran ha detto all’Assemblea generale che è «molto preoccupato» per la situazione del paese, nel quale egli descrive un «clima di paura» per cui i giornalisti, i difensori dei diritti umani e le minoranze subiscono arresti e detenzioni immotivati con poche speranze di un equo processo.

Ahmed Shaheed ha ripetuto la sua richiesta di liberare immediatamente tutti i «prigionieri di coscienza» in Iran, illustrando l’attuale detenzione di oltre 40 giornalisti e di una trentina di difensori dei diritti umani.

Nella sua relazione il dottor Shaheed ha anche detto di essere allarmato per le costanti violazioni del diritto a un equo processo in Iran. Dei 99 ex detenuti da lui intervistati, «il 60 per cento ha denunciato di essere stato a lungo tenuto in isolamento, l’80 per cento ha detto di essere stato picchiato e oltre il 60 per cento ha affermato di non aver avuto il permesso di contattare un avvocato».

In una discussione interattiva del 24 ottobre, diverse delegazioni nazionali hanno menzionato specificamente la situazione dei baha’i e hanno espresso la loro preoccupazione per le persecuzioni in Iran contro le minoranze religiose. Il dottor Shaheed ha risposto dicendo che i baha’i sono perseguitati perché il governo iraniano non li riconosce come una religione, il che comporta una discriminazione in molte cose, come l’istruzione.

Durante un seminario che si è svolto due giorni prima presso l’Istituto internazionale per la pace di New York, il dottor Shaheed ha detto che i baha’i sono «la minoranza religiosa maggiormente perseguitata in Iran» e ha specificato che le loro persecuzioni sono di vario tipo, dall’impossibilità di praticare la loro fede all’impedimento di usufruire di vari servizi fondamentali.

 

Un dibattito del Parlamento britannico

Il 24 ottobre, a Londra, alcuni membri del Parlamento britannico di vari schieramenti politici hanno tenuto un dibattito a Westminster Hall. Hanno discusso della sistematica persecuzione del governo iraniano contro i baha’i e altre minoranze religiose.

Alistair Burt, sottosegretario di Stato del Ministero degli esteri, ha detto che «è sconvolgente che uno stato tratti in questo modo le proprie minoranze religiose, tanto più che l’attuale regime ha l’appoggio della religione e ha spesso proclamato di rispettare i diritti umani».

Il signor Burt ha detto che il Regno Unito continuerà a sostenere il dottor Shaheed «nel suo importante ruolo di investigare le violazioni dei diritti umani e di stimolare l’Iran a correggere situazioni che suscitano preoccupazioni internazionali».

Naomi Long, membro del Parlamento per Belfast East, ha detto che la persecuzione dei baha’i rispecchia «una più ampia persecuzione di altre minoranze religiose e culturali della società iraniana».

«La situazione è molto grave», ha detto, «e il trattamento della comunità baha’i indica fino a che punto le autorità iraniane sono disposte ad arrivare nel perseguitare le minoranze religiose e culturali.

Nelle sue osservazioni conclusive, il signor Burt ha invitato il governo iraniano ad aderire a valori come il mutuo rispetto e la reciproca tolleranza. «L’Iran ha una vergognosa storia di detenzioni di difensori dei diritti umani, giornalisti e blogger e sembra cinicamente pronto a usare strumenti come la pena capitale a scopi intimidatori», ha detto. «Il governo dell’Iran deve accettare la calma determinazione dei baha’i di convivere pacificamente con i loro concittadini come parte di una società iraniana diversificata e tollerante».

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Attività ad Ascoli Piceno

Amici di Ascoli Piceno

Gli amici di Ascoli Piceno

Circa due anni fa, in seguito ad una formazione sul libro 5, ad Ascoli Piceno si è formato un gruppo di giovanissimi con due membri della comunità appena undicenni, desiderosi di continuare il percorso già avviato nelle classi dei bambini. Il gruppo, che ha voluto chiamarsi «nine corners (nove punte)», ha acquisito tutti gli aspetti di un gruppo giovanissimi (arte, servizio, studio, eccetera), nonostante il nome, non è mai riuscito ad avere più di tre membri, con la partecipazione di un altro giovanissimo della comunità. L’animatrice e i giovanissimi non si sono tuttavia scoraggiati. Anzi hanno continuato a lavorare sviluppando interessanti iniziative di servizio, soprattutto per la comunità (giornalino, preparazione delle Feste sacre, eccetera).

La primavera scorsa, dopo una lezione sulla «street art (arte di strada)», la consultazione ha portato il gruppo, ormai maturo per rivolgersi verso l’esterno della comunità, a ideare un progetto di servizio per la città, Ascoli Piceno. Questa città storica, di età pre-romana, ha infatti il grave problema dei muri cittadini imbrattati dalle scritte tracciate da vandali. Il gruppo ha per questo deciso di chiedere al Comune il permesso di realizzare un murales, con lo scopo di lanciare un duplice messaggio positivo alla città, sia per i contenuti del murales sia dimostrando che questo tipo di arte può essere fatto nel rispetto delle regole.

Il gruppo ha quindi agito secondo la decisione presa e, grazie all’aiuto di un membro della comunità, ha contattato l’assessore all’ambiente informandolo del suo progetto di servizio. In poco tempo l’idea si è concretizzata. È stato individuato e pulito il muro su cui effettuare i lavori e una settimana prima dell’inizio dei lavori il gruppo giovanissimi, in collaborazione con la classe dei bambini del quartiere, ha distribuito volantini in tutto il quartiere per far conoscere il progetto, invitare giovanissimi e bambini a partecipare e per informare la gente della festa organizzata per l’inaugurazione dell’opera, il 24 giugno. Alla festa hanno che ha celebrato gli sforzi dei più giovani abitanti del quartiere per eseguire un lavoro artistico, divertente ed impegnativo, era presente tutto il quartiere. Hanno partecipato anche il sindaco e gli assessori alla cultura e all’ambiente.

Questo è stato solo l’inizio di un’intensa estate di attività, in quella che per tutti gli abitanti di Monticelli, quartiere di periferia di Ascoli Piceno, era ormai diventata la «piazzetta». tutti i membri della comunità, giovani e vecchi, uomini e donne, hanno partecipato alle attività impegnandosi in conversazioni significative e peculiari. Alla fine dell’estate il gruppo «nine corners» ha anche potuto finalmente realizzate il suo desiderio di allargarsi. Ora essa conta 7 giovanissimi e si occupa della classe dei bambini.

L’attività ha avuto un notevole impatto sociale. Le autorità hanno deciso di dare un nome alla piazzetta, intitolandola al figlio prematuramente scomparso di uno dei cittadini più attivi nelle attività di quartiere. La dedica è stata solennizzata da una festa di fine estate che ha visto nuovamente la presenza del sindaco, il quale ha lodato le attività della comunità bahá’í nella città. Oggi ad Ascoli Piceno è possibile ammirare, in largo Ivan Simonetti, un magnifico murales dedicato alla pace nel quale spicca la frase «Siamo tutti fiori dello stesso giardino».

Il primo cittadino di Ascoli, il signor Guido Castelli, ha mostrato il suo grande interesse per l’iniziativa, ricevendo il gruppo giovanissimi nella sede del Comune. Il gruppo ha così avuto modo di presentarsi, di ringraziare le autorità per il loro sostegno e di spiegare che cosa sia un gruppo giovanissimi e quali scopi abbia. Ogni volta che un giovanissimo prendeva la parola per spiegare i punti fondamentali del gruppo, il sindaco interrompeva per chiedere l’età. Era veramente colpito dal fatto che ragazzi così giovani si prendessero cura del futuro proprio e di quello della loro comunità. La sua risposta è stata entusiasmante: il sindaco ha chiesto al gruppo di fare, entro giugno, un censimento delle piazzette, dei larghi, degli spazi disponibili a Monticelli e di organizzarvi attività sociali e artistiche, assicurandoli che avrebbero potuto disporre per le loro attività di uno spazio offerto dal Comune. Infine ha proposto al gruppo di fare dei progetti per incoraggiare i giovani e i giovanissimi di Monticelli a partecipare alle attività del gruppo e a conoscere meglio la storia e l’arte della loro città, visitandone il centro storico.