Le Nazioni Unite votano una «profonda preoccupazione» per le violazioni dei diritti umani dell’Iran

NAZIONI UNITE, 27 novembre 2012, (BWNS) – Oggi, un Comitato delle Nazioni Unite, citando una lunga serie di violazioni, ha espresso una «profonda preoccupazione» per le «costanti e ricorrenti» violazioni dei diritti umani in Iran. 

Con un voto di 83 a favore, 31 contro e 68 astensioni, il Terzo comitato dell’Assemblea generale ha invitato l’Iran a cessare le violazioni, a liberare i prigionieri di coscienza e ad aprire le porte agli osservatori internazionali dei diritti umani. 

Fra le altre cose, la risoluzione ha rimarcato l’allarmante uso della pena capitale in Iran, il sistematico bersagliamento dei difensori dei diritti umani, dei giornalisti e dei blogger e la «diffusa disparità di genere e la violenza contro le donne». Ha anche espresso preoccupazione per le continue discriminazioni contro le minoranze, come le persecuzioni contro i baha’i iraniani. 

Questa è stata la XXV risoluzione sulle violazioni dei diritti umani in Iran presa dal Terzo comitato dopo il 1985. La sua lunghezza e la sua specificità riflettono l’allarme della comunità internazionale per la crescente violenza contro i cittadini iraniani da parte del loro governo, ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite. 

«L’atmosfera in Iran continua a peggiorare per tutti i cittadini iraniani», ha detto la signora Dugal. «le vostre idee sono diverse da quelle dell’autoritario regime iraniano, siete in grave pericolo». 

«Per i baha’i – che sono la più numerosa minoranza religiosa non musulmana in Iran– le persecuzioni per mano del governo e dei suoi agenti sono costanti e ingravescenti», ha detto. 

«Questa situazione è stata accompagnata da una crescente violenza e da una deliberata intensificazione della pressione per scardinare la vita comunitaria baha’i e per distruggerne la vitalità». 

La signora Dugal ha osservato che oltre 115 baha’i si trovano attualmente dietro le sbarre per le loro convinzioni religiose e che centinaia di essi sono sotto processo e in attesa di conoscere il loro destino. 

Il testo della risoluzione, che è stata promossa dal Canada e cosponsorizzata da 42 paesi, invita l’Iran a una maggiore collaborazione con gli osservatori dell’ONU per i diritti umani e in particolare a permettere loro di visitare l’Iran e chiede al segretario delle Nazioni Unite di invitare l’Iran a presentare il prossimo anno una relazione sui progressi compiti dall’Iran nell’adempimento dei propri obblighi nell’ambito dei diritti umani. 

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Il sindaco di Lussemburgo città rende omaggio ai baha’i del paese per il loro anniversario

Lussemburgo città, Lussemburgo, 4 novembre 2012, (BWNS) – La prima elezione dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei Baha’i del Lussemburgo avvenuta 50 anni fa è stata ricordata con un monumento in un parco del centro di Lussemburgo città.

Il 30 ottobre una grande pietra che porta le parole di Baha’u’llah – «La terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini» – è stata scoperta nel Parc de Merl dal sindaco della città, Xavier Bettel, accompagnato dal magistrato municipale Viviane Loschetter, da membri della giunta cittadina e da altri ospiti speciali.

Il municipio ha inoltre piantato nel parco una quercia donata alla comunità baha’i per celebrare l’anniversario.

«Un albero è un simbolo di vita», ha detto il sindaco Bettel, «cresce in modo organico e produce frutti dai quali possiamo tutti trarre beneficio».

«Anch’io credo fermamente che la nostra società debba aprirsi ai nuovi pensieri e alle nuove credenze, che sono diventate parte di questa società…», ha aggiunto il signor Bettel. «Il 61 per cento degli abitanti di Lussemburgo città sono stranieri e la città unisce una crescente varietà di credenze e convinzioni diverse. Ecco perché abbiamo piantato questo albero in omaggio alla comunità baha’i».

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Preoccupato per il «clima di paura» in Iran l’esperto dell’ONU

NAZIONI UNITE, 31 ottobre 2012, (BWNS) – L’espetto delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran ha detto all’Assemblea generale che è «molto preoccupato» per la situazione del paese, nel quale egli descrive un «clima di paura» per cui i giornalisti, i difensori dei diritti umani e le minoranze subiscono arresti e detenzioni immotivati con poche speranze di un equo processo.

Ahmed Shaheed ha ripetuto la sua richiesta di liberare immediatamente tutti i «prigionieri di coscienza» in Iran, illustrando l’attuale detenzione di oltre 40 giornalisti e di una trentina di difensori dei diritti umani.

Nella sua relazione il dottor Shaheed ha anche detto di essere allarmato per le costanti violazioni del diritto a un equo processo in Iran. Dei 99 ex detenuti da lui intervistati, «il 60 per cento ha denunciato di essere stato a lungo tenuto in isolamento, l’80 per cento ha detto di essere stato picchiato e oltre il 60 per cento ha affermato di non aver avuto il permesso di contattare un avvocato».

In una discussione interattiva del 24 ottobre, diverse delegazioni nazionali hanno menzionato specificamente la situazione dei baha’i e hanno espresso la loro preoccupazione per le persecuzioni in Iran contro le minoranze religiose. Il dottor Shaheed ha risposto dicendo che i baha’i sono perseguitati perché il governo iraniano non li riconosce come una religione, il che comporta una discriminazione in molte cose, come l’istruzione.

Durante un seminario che si è svolto due giorni prima presso l’Istituto internazionale per la pace di New York, il dottor Shaheed ha detto che i baha’i sono «la minoranza religiosa maggiormente perseguitata in Iran» e ha specificato che le loro persecuzioni sono di vario tipo, dall’impossibilità di praticare la loro fede all’impedimento di usufruire di vari servizi fondamentali.

 

Un dibattito del Parlamento britannico

Il 24 ottobre, a Londra, alcuni membri del Parlamento britannico di vari schieramenti politici hanno tenuto un dibattito a Westminster Hall. Hanno discusso della sistematica persecuzione del governo iraniano contro i baha’i e altre minoranze religiose.

Alistair Burt, sottosegretario di Stato del Ministero degli esteri, ha detto che «è sconvolgente che uno stato tratti in questo modo le proprie minoranze religiose, tanto più che l’attuale regime ha l’appoggio della religione e ha spesso proclamato di rispettare i diritti umani».

Il signor Burt ha detto che il Regno Unito continuerà a sostenere il dottor Shaheed «nel suo importante ruolo di investigare le violazioni dei diritti umani e di stimolare l’Iran a correggere situazioni che suscitano preoccupazioni internazionali».

Naomi Long, membro del Parlamento per Belfast East, ha detto che la persecuzione dei baha’i rispecchia «una più ampia persecuzione di altre minoranze religiose e culturali della società iraniana».

«La situazione è molto grave», ha detto, «e il trattamento della comunità baha’i indica fino a che punto le autorità iraniane sono disposte ad arrivare nel perseguitare le minoranze religiose e culturali.

Nelle sue osservazioni conclusive, il signor Burt ha invitato il governo iraniano ad aderire a valori come il mutuo rispetto e la reciproca tolleranza. «L’Iran ha una vergognosa storia di detenzioni di difensori dei diritti umani, giornalisti e blogger e sembra cinicamente pronto a usare strumenti come la pena capitale a scopi intimidatori», ha detto. «Il governo dell’Iran deve accettare la calma determinazione dei baha’i di convivere pacificamente con i loro concittadini come parte di una società iraniana diversificata e tollerante».

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