I progressi delle attività mondiali per lo sviluppo esaminati in una pubblicazione

CENTRO MONDIALE BAHA’I, 27 aprile 2018, (BWNS) –

Pubblicata online il 27 aprile e subito distribuita ai delegati alla XII Convenzione internazionale baha’i, la nuova edizione della pubblicazione Per il miglioramento del mondo fornisce una panoramica del processo di apprendimento e di azione sul tema dello sviluppo economico e sociale in atto nella comunità baha’i.

 La pubblicazione, preparata dall’Ufficio per lo sviluppo sociale ed economico presso il Centro Mondiale Baha’i, mette in evidenza i concetti fondamentali che guidano le attività baha’i nel campo dell’azione sociale. Una delle sue premesse fondamentali è che «tutti gli abitanti della terra devono poter godere dei frutti di una società materialmente e spiritualmente prospera» e che «ogni popolazione ha il diritto e la responsabilità di tracciare il percorso del proprio progresso».

 Gran parte della pubblicazione è dedicata alla descrizione di esempi pratici di progetti intrapresi in diverse parti del mondo, progetti che trascendono le tipiche dicotomie – rurale e urbano, “Nord” e “Sud”. Essa descrive un campionamento di un ampio spettro di attività baha’i per lo sviluppo, che vanno da attività locali di durata limitata, intraprese da singoli o piccoli gruppi, a sofisticati programmi di sviluppo sociale ed economico, attuati da organizzazioni non governative di ispirazione baha’i. La pubblicazione spiega anche come, molto spesso, le attività per lo sviluppo nascano e progrediscano all’interno di località che hanno un pronunciato senso della comunità e una crescente coscienza collettiva.

 Le iniziative per lo sviluppo sociale ed economico intraprese dai baha’i affrontano vari aspetti della vita comunitaria e Per il miglioramento del mondo ne esamina alcune, come l’educazione, la sanità, l’agricoltura, la vita economica delle comunità, le arti e i media e l’avanzamento delle donne. La pubblicazione spiega anche come le organizzazioni e le istituzioni baha’i accumulino e sistematizzino le conoscenze a vari livelli della società, dall’ambito locale a quello internazionale.

 Indipendentemente dalla natura specifica o dalle dimensioni delle iniziative, le attività baha’i per lo sviluppo economico e sociale operano secondo il principio che le popolazioni debbano essere protagoniste del proprio avanzamento materiale, spirituale e intellettuale e non destinatarie di aiuti o semplici partecipanti. Tutte le iniziative di ispirazione baha’i sono motivate dal desiderio di servire l’umanità e cercano di promuovere il benessere sociale e materiale di tutti. Prese nell’insieme, le attività baha’i per l’azione sociale sono un crescente processo di apprendimento che si propone di applicare alla realtà sociale gli insegnamenti di Baha’u’llah, insieme con conoscenze accumulate in diversi campi dell’attività umana,

 Questa è la terza edizione di Per il miglioramento del mondo, dopo due versioni pubblicate nel 2003 e nel 2008. Copie della nuova pubblicazione sono state messe a disposizione degli oltre 1300 delegati che sono arrivati per la Convenzione internazionale baha’i, che avrà inizio il 29 aprile 2018. Una copia della nuova edizione è accessibile anche su bahai.org.

 Per leggere online l’articolo in inglese e vedere le foto, si vada a news.bahai.org.

 Per leggere servizi stampa sulla XII Convenzione internazionale baha’i, si visiti news.bahai.org/2018convention

Rappresentanti mondiali riuniti per la XII Convenzione internazionale

CENTRO MONDIALE BAHA’I, 25 aprile 2018, (BWNS) –

Registrazione dei delegati alla Convenzione

Circa 1300 delegati in rappresentanza di oltre 160 paesi sono arrivati in Haifa per partecipare alla XII Convenzione internazionale. 

La XII Convenzione internazionale è un incontro che non ha pari celebrato ogni cinque anni a Haifa, il centro amministrativo e spirituale della comunità mondiale baha’i. I delegati arrivano praticamente da ogni nazione. Durante la convenzione, essi partecipano a una serie di sessioni consultive ed eleggono l’organo internazionale di governo, la Casa Universale di Giustizia. 

Durante la Convenzione internazionale le consultazioni vertono sullo sviluppo della Fede baha’i e sui contributi delle comunità baha’i al progresso della società. Uno dei temi di discussione è come gli insegnamenti di Baha’u’llah – come l’unità del genere umano, la parità fra gli uomini e le donne, l’armonia fra la scienza e la religione e la ricerca indipendente della verità – stiano trovando espressione in una grande varietà di contesti sociali, dai più remoti villaggi a grandi centri urbani, e in realtà culturali diverse. 

I delegati che partecipano alla Convenzione internazionale di quest’anno sono membri degli organi di governo baha’i dei loro paesi eletti annualmente. Note come Assemblee Spirituali Nazionali, queste istituzioni guidano e sostengono le attività delle comunità baha’i nelle rispettive giurisdizioni.  

Il 29 aprile, i delegati si riuniranno per eleggere i nove membri della Casa Universale di Giustizia, un’attività svolta sia come un sacro dovere sia come un privilegio.  

Prima di partecipare alla Convenzione i delegati dedicano alcuni giorni a una preparazione spirituale, con preghiere e meditazioni nelle sacre Tombe di Haifa e Akka e visite di alcuni sacri luoghi storici baha’i. 

Per leggere l’articolo in inglese online o vedere le foto, si visiti news.bahai.org

 

Per leggere servizi stampa sulla XII Convenzione internazionale baha’i, si visiti news.bahai.org/2018convention

In rete una nuova sezione del sito web del bicentenario

BAHA’I WORLD CENTRE, 20 April 2018, (BWNS). –

Poche ore fa è stata messa in rete una nuova sezione del sito web del bicentenario.

 La nuova sezione dà accesso a un ampio panorama  da oltre 150 paesi e territori  di iniziative e festeggiamenti per il 200° anniversario della nascita di Baha’u’llah.

 I visitatori possono esaminare il contenuto notevolmente ampliato, che comprende gallerie di immagini, musiche e video, suddivisi per regione. Il sito web rispecchia sia le dimensioni globali delle celebrazioni sia i diversi ambienti culturali nei quali la vita e gli insegnamenti di Baha’u’llah sono stati onorati.

Lanciato nel settembre 2017, il sito si è gradualmente sviluppato in modo da presentare opere d’arte, articoli sulla vita e sugli insegnamenti di Baha’u’llah, messaggi pubblici da parte di leader nazionali e locali, una lettera della Casa Universale di Giustizia e un lungometraggio sulla vita di Baha’u’llah. Nelle 72 ore di ottobre durante le quali il bicentenario è stato commemorato, mentre il mondo ruotava due volte sul proprio asse, il sito ha offerto un campionario regolarmente aggiornato delle celebrazioni che si stavano svolgendo in tutto il mondo.

 Con l’aggiunta della nuova sezione, il sito è divenuto un documento storico che mostra l’effusione dell’amore per Baha’u’llah e la dedizione alla Sua visione di un mondo giusto e pacifico che si sono viste in tutto il mondo.

 Per leggere l’articolo in inglese online e vedere le foto, si vada a news.bahai.org

Presentato il progetto di un Tempio locale in Kenya

MATUNDA SOY, Kenya, 15 aprile 2018, (BWNS) –

Progetto del Tempio baha’i locale a Matunda Soy, Kenia.

Il progetto della Casa di culto baha’i locale di Matunda Soy, Kenya, è stato presentato il 15 aprile in una storica riunione alla quale hanno partecipato oltre mille persone. 

In uno spirito di gioia ed entusiasmo, gli ospiti si sono riuniti sul terreno dove sorgerà la futura Casa di culto per celebrare l’evento. L’incontro comprendeva commenti pronunciati da rappresentanti della comunità baha’i e da funzionari locali, canti, un concerto di tamburi e danze tradizionali. Poi sono state piantati nel giardino gli alberi donati dagli abitanti delle comunità vicine. 

«Questa cerimonia inaugurale rallegra i nostri cuori», ha detto un rappresentante della comunità baha’i. «Questo tempio sarà un luogo di culto, un centro nevralgico della vita della comunità, un sito dove le anime si riuniranno all’alba per un’umile invocazione e comunione prima di recarsi a svolgere le occupazioni quotidiane». 

Anche il capo anziano del villaggio Violet Ombeva ha parlato al pubblico, esprimendo la sua felicità perché nella zona sorgerà una così bella struttura. 

Il semplice ma elegante progetto della Casa di culto si ispira alle capanne tradizionali della regione. L’architetto del tempio, Neda Samimi, è la prima donna ideatrice di una Casa di culto baha’i. 

Il concetto base del progetto consiste in una struttura a due piani che ospiterà circa 250 visitatori. Le travi a vista mettono in evidenza i nove lati dell’edificio e confluiscono in un lucernario apicale sotto il quale verrà inserito il Più Grande Nome. Il disegno incorpora un reticolo intricato ed espressivo che ripete la forma di un diamante, un motivo familiare nella cultura keniota. Il Tempio sarà costruito con materiali provenienti dalla regione – per il tetto si utilizzerà ardesia locale e per le pareti pietra proveniente dalle cave della regione. 

Il processo che ha condotto a questa tappa fondamentale per la comunità è nato dall’opera svolta da tutti i suoi membri per coltivare lo spirito devozionale e un processo educativo che costruisce capacità di servizio all’umanità. Durante questo percorso, il progetto della Casa di culto è stato elaborato mentre la comunità lavorava in altri campi ed è stato perfezionato nel corso del tempo. 

«Scopo del Tempio è servire Matunda Soy e i suoi dintorni», ha detto la signora Samimi. «La sua intenzione è di servire tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla razza, dalla religione o dalla tribù». 

La Sig.ra Neda Samimi, giovane architetto ideatrice del Tempio.

Il Kenya è uno dei cinque paesi che nel 2012 la Casa Universale di Giustizia ha scelto per costruirvi una Casa di culto baha’i locale. I Templi baha’i sono aperti a tutti come uno spazio per il culto e la riflessione. 

Per leggere l’articolo in inglese online o vedere le foto, si vada a  news.bahai.org

Dopo un devastante uragano, la comunità si unisce nella ricostruzione

ROSEAU, Dominica, 13 aprile 2018, (BWNS) –

Comunità baha’i al lavoro per la ricostruzione dopo l’uragano Maria, nella Repubblica Dominicana

L’uragano Maria, una tempesta di categoria 5, è stato uno dei più gravi uragani atlantici che si ricordino. Quando esso ha spazzato i Caraibi sette mesi fa, la distruzione che si è lasciato alle spalle scia è stata immane – case distrutte, campi agricoli rovinati e comunità decimate. La copertura mediatica internazionale si è giustamente concentrata sulle perdite e sulla tragedia dalle quali la gente delle isole era stata colpita. 

Ma nei mesi successivi, un’altra storia si è svolta nei Caraibi – una storia positiva e piena di speranza, della quale si parla poco. È la storia di comunità che, in tutte le isole, hanno scoperto nella tragedia la forza dell’unità, della collaborazione e dell’azione collettiva per ricostruire l’ambiente materiale e per rafforzare i legami sociali e spirituali che uniscono coloro che abitano vicini. Nei momenti di prova questi legami sono essenziali per la resilienza. 

Quando i disastri naturali colpiscono, le comunità che uniscono gli sforzi «hanno maggiori capacità di compiere passi significativi ed efficaci per reagire e recuperare», ha scritto la Baha’i International Community (BIC) in una dichiarazione pubblicata nel maggio 2016. L’esperienza «ha dimostrato che in momenti come quelli le persone possono dar prova di grande resilienza, altruismo, intraprendenza e creatività». 

L’isola di Dominica ne è un esempio. Anche se relativamente piccola, la comunità baha’i locale dell’isola non si è vista come una vittima indifesa, ma come un protagonista della trasformazione dell’ambiente materiale e sociale. 

Nel territorio di Kalinago in Dominica, una regione principalmente rurale e indigena che è stata duramente colpita dall’uragano Maria, gli aiuti hanno tardato ad arrivare dopo la tempesta e il cibo, l’acqua e le altre forniture che erano stati stanziati per la regione non partivano mai da Roseau, la capitale. 

Riconoscendo i bisogni fondamentali dei loro vicini nelle settimane successive alla tempesta, i baha’i della zona sono riusciti a riunire i capi della comunità, vicini di casa, amici e altri per consultarsi su che cosa potevano fare con le risorse di cui disponevano. Hanno deciso di costruire alcune serre per ristabilire rapidamente le coltivazioni di cibo che erano state decimate dalla tempesta. Diversi residenti hanno offerto terre da utilizzare per le serre dove si sono piantati semi e anche appezzamenti di terreno dove, più tardi, poter trapiantare le piantine. 

«La costruzione delle serre ha avuto sulla comunità un effetto unificante», ha spiegato Siila Knight, una baha’i di Barbados che si è recata a Dominica per fornire supporto logistico a nome della BIC. «I vicini di casa e gli amici si incontravano e lavoravano dalla mattina presto fino a sera, portando qualunque materiale potessero reperire o recuperare e ricavando assi da palme da cocco cadute. Dopo aver terminato il lavoro, la sera si ritrovavano ancora per le preghiere collettive». 

«È stato molto emozionante», ha proseguito. «In qualche modo mentre lavoravano insieme tutti percepivano l’atmosfera spirituale». 

Avvalendosi di ciò che si stava imparando in Kalinago, anche gli abitanti del quartiere Newtown di Roseau si sono riuniti per consultarsi su come avrebbero potuto farsi carico dei lavori di ricostruzione nella loro comunità. Una domenica all’inizio di gennaio, decine di persone del quartiere hanno discusso sulle cose più urgenti da fare dopo tutti i danni lasciati dall’uragano Maria. 

Consultandosi, i presenti alla riunione di Newtown hanno ritrovato una speranza. Insieme hanno fatto piani per rimuovere i tronchi abbattuti e i rifiuti che ostruivano il porto e bloccavano l’accesso all’oceano, cosa vitale per la loro comunità che vive di pesca. Ispirati dal lavoro fatto nel territorio Kalinago, hanno deciso di usare una parte del legno portato via dalla baia per costruire una serra dove far germogliare rapidamente i semi e poi distribuire le piantine per piantarle nelle aziende agricole le cui coltivazioni erano state distrutte. 

«Ho visto quanta speranza tutto questo lavoro ha dato a tutti», ha detto la signorina Knight, che ha partecipato al lavoro di ricostruzione in entrambe le comunità. La comunità ha constatato in prima persona che la consultazione può risolvere problemi difficili e stimolare in tutti la volontà collettiva di agire. 

Entro marzo, il quartiere di Newtown, con qualche aiuto finanziario e logistico dalla BIC, ha fatto notevoli progressi nell’affrontare quegli aspetti della ricostruzione che gli abitanti locali potevano svolgere da soli. Hanno inoltre organizzato l’arrivo di terapisti per dare una consulenza a coloro che avevano subito perdite tragiche dalla devastazione dell’uragano. 

Entrambe le comunità hanno rapidamente scoperto che questi progetti non davano solo un aiuto pratico, ma fornivano anche uno spazio nel quale i vicini di casa e gli amici potevano riunirsi, riflettere, pregare e studiare. Nel territorio di Kalinago, le serre sono diventate un punto di ritrovo collettivo. La comunità ha incominciato a tenere in loco classi per la formazione morale e spirituale dei bambini e degli adolescenti, così come incontri di preghiera aperti a tutti. Una serie di sedili sono stati approntati ricavandoli da tronchi d’albero segati. 

In un primo momento, gli unici semi che erano riusciti a procurarsi per le serre erano di bok choy, una verdura sconosciuta alla gente del luogo. Ma li hanno piantati ugualmente e presto hanno elaborato ricette per le verdure che le famiglie si scambiavano. In seguito sono stati in grado di piantare coltivazioni aggiuntive come zucche, fagioli, carote, cavoli, lattuga, angurie, erba cipollina, pomodori, prezzemolo e okra. 

Nei mesi successivi alla costruzione delle serre, le piantine cresciute sono state impiegate per creare coltivazioni e fornire cibo agli abitanti dei diversi villaggi della regione. La comunità ha anche lavorato per dare una mano ad altre imprese, come la costruzione di un nuovo tetto per la libreria della comunità e il reperimento di forniture per alcune scuole del territorio. 

Esprimendo un’opinione condivisa da molti, un abitante di un villaggio del territorio di Kalinago ha detto: «Quello che abbiamo fatto assieme ai baha’i, è la prima volta che abbiamo visto qualcuno promettere un aiuto ed effettivamente darlo». 

Per leggere l’articolo in inglese online o vedere le foto, si vada a news.bahai.org