In occasione dell’anniversario degli arresti alcuni membri del Parlamento canadese parlano delle violazioni dei diritti umani in Iran

OTTAWA, Canada, 16 maggio 2012, (BWNS) – In un ampio dibattito che si è svolto in occasione del quarto anniversario dell’arresto dei sette dirigenti baha’i, alcuni membri del Parlamento canadese hanno espresso la loro preoccupazione per il peggioramento delle violazioni dei diritti umani in Iran.

Lunedì 14 maggio, il Ministro degli esteri canadese, John Baird, ha ricordato l’anniversario dichiarando che «le autorità iraniane continuano a violare il diritto alla libertà di religione tollerando e incoraggiando la persecuzione dei baha’i, dei cristiani e di membri di altre comunità religiose minoritarie. La libertà di religione è un diritto umano universale».

«Esortiamo l’Iran a mantenere i propri impegni internazionali, a consentire la libertà di religione e a rispettare i diritti fondamentali del suo popolo», ha detto il ministro Baird.

In apertura del dibattito nella Camera, Deepak Obhrai, Segretario parlamentare del Ministro degli esteri, ha detto che il rifiuto dell’Iran di rispettare i propri obblighi nei confronti dei diritti umani è una «violazione non solo di norme e standard universalmente riconosciuti, ma anche di norme e standard inclusi nella sua costituzione».

Il signor Obhrai e altri oratori hanno parlato, fra l’altro, anche della soppressione dei diritti delle donne, degli attacchi contro giornalisti, artisti, sindacalisti indipendenti e contro la società civile, nonché della persecuzione delle minoranze da parte delle autorità iraniane.

«Quanto alle minoranze religiose, l’Iran è ancora un luogo pericoloso per numerose comunità, come quella baha’i», ha detto il Obhrai, membro del parlamento conservatore dello stato di Alberta.

«Per molti anni questa pacifica comunità è stata colpita dalle autorità iraniane e sottoposta a discriminazioni e arresti. Dirigenti baha’i sono stati arrestati e messi in prigione per aver praticato la propria fede.

«I funzionari iraniani hanno anche pubblicamente tentato di collegare i baha’i all’instabilità politica del paese. Ma si tratta di accuse inventate che destano preoccupazione per la sicurezza e il benessere di tutte le persone ingiustamente detenute in Iran.”

Irwin Cotler, membro del parlamento liberale di Montreal, ha detto che la sorte dei baha’i in Iran fa comprendere la situazione dei diritti umani in Iran in generale e la «criminalizzazione dell’innocenza».

«In parole povere, la persecuzione e la condanna di questi baha’i è un caso emblematico della sistematicità, se non della strutturalità, dell’ingiustizia iraniana», ha detto il signor Cotler, «che prevede arresti arbitrari, segregazioni e accuse false e inventate».

Scott Reid, conservatore dell’Ontario, ha aggiunto: «I baha’i devono affrontare l’equivalente di uno sforzo sistematico di sterminare la loro religione» e ha detto che la persecuzione dell’Iran contro i baha’i è «una delle grandi tragedie dei tempi moderni».

Susanne Tamas, responsabile dei rapporti con il governo per la comunità baha’i canadese, ha apprezzato il dibattito e ha osservato che è significativo che abbiano parlato, esprimendo unanimemente le loro preoccupazioni, rappresentati di tutti i principali partiti canadesi.

«Il dibattito è stato molto incoraggiante e molto apprezzato», ha detto la signora Tamas.

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In prigione da cinque anni gli ex dirigenti baha’i e le persecuzioni si intensificano

GINEVRA, 14 maggio 2012, (BWNS) – Oggi gli ex dirigenti baha’i incominciano il quinto anno di prigione e le persecuzioni contro i loro correligionari si intensificano.

I sette prigionieri devono ora affrontare la cupa prospettiva di altri 16 anni in carcere per crimini che non hanno commesso. La prossima settimana sarà trascorso un anno dalle incursioni in alcune case baha’i associate a un’iniziativa informale per offrire gli studi superiori a membri della comunità ai quali è impedito accedere all’università. Poco dopo nove insegnanti hanno subito dure condanne detentive.

La detenzione e la condanna di questi e di altri baha’i sono un riflesso dell’oppressione che grava su tutti gli iraniani che aspirano alla libertà e al progresso del paese, ha detto la Casa Universale di Giustizia in un lettera che ha mandato ai baha’i dell’Iran l’11 maggio 2012.

La Casa Universale di Giustizia ha notato nel suo messaggio che l’aggravante crudeltà verso la comunità baha’i iraniana colpisce ora anche i bambini. Fra i recenti attacchi, la lettera menziona un bimbo di due anni trattenuto in prigione per qualche giorno assieme alla madre, una scolara picchiata e bruciata su una mano dall’insegnante perché non aveva partecipato alle preghiere collettive e una madre brutalmente arrestata dalle guardie sotto gli occhi dei due figlioletti.

«Dai bambini in età scolare agli anziani, dai sette ex dirigenti a semplici paesani, nessun baha’i in Iran sfugge alle crudeli e calcolate persecuzioni escogitate dal governo iraniano e dai suoi agenti», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

I sette ex dirigenti hanno subito la condanna più dura, vent’anni, di qualsiasi altro prigioniero di coscienza oggi detenuto nelle carceri iraniane, ha aggiunto la signora Ala’i. «Le condizioni sono difficili, il cibo è scadente e l’igiene è scarsa, tanto che la maggior parte di loro ha avuto problemi di salute. Ciononostante in questi quattro anni, nessuno di loro ha avuto alcun periodo di licenza, come pure la legge iraniana prevede».

 

Il sostegno del mondo

La Casa Universale di Giustizia ha scritto nella sua lettera che, l’anno precedente, diversi governi e organizzazioni hanno continuato a difendere i diritti dei baha’i e degli altri iraniani oppressi. Fra questi sostenitori, uomini di stato e funzionari – compresi diversi politici musulmani in oriente e in occidente – agenzie civili, università ed eminenti personalità hanno dichiarato che la persecuzione dei baha’i è ingiusta e ne hanno chiesto la cessazione.

Fra gli ultimi provvedimenti c’è l’approvazione unanime di una risoluzione del Senato degli Stati Uniti, il 29 marzo u.s., che chiede la liberazione dei sette ex dirigenti. Tre giorni dopo, la triste sorte dei prigionieri è stata ricordata al pubblico in 12 delle maggiori città del mondo, quando varie manifestazioni hanno commemorato i 10.000 giorni che i sette avevano trascorso dietro le sbarre.

Anche diversi iraniani, fra i quali alcuni artisti, difendono i diritti dei loro compatrioti baha’i oppressi e ne chiedono la libertà, ha osservato la Casa Universale di Giustizia.

«L’Iran è oggi pervaso da un cieco pregiudizio e dalla superstizione e il nome e la reputazione dell’Islam hanno subito un danno irreparabile», ha detto Diane Ala’i. «Noi ci uniamo ad ogni sforzo compiuto dalle persone di buona volontà, tanto in Iran quanto nel resto del mondo, per condannare le dimensioni e la violenza dell’oppressione subita dal popolo iraniano».

 

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OSLO, Norvegia, 7 maggio 2012, (BWNS) – In occasione del cinquantenario della formazione dell’Assemblea Spirituale Nazionale norvegese è stato reso omaggio alla Fede baha’i.

OSLO, Norvegia, 7 maggio 2012, (BWNS) – In occasione del cinquantenario della formazione dell’Assemblea Spirituale Nazionale norvegese è stato reso omaggio alla Fede baha’i.

 

In Oslo, un centinaio di ospiti speciali hanno partecipato a un incontro celebrativo. Fra questi, Shazia Mushtaq, rappresentante del Consiglio islamico norvegese, ha elogiato «i numerosi begli elementi» dell’evento commemorativo, come discorsi ed esibizioni musicali.

Ivar Flaten, un sacerdote della Chiesa di Norvegia, ha detto di aver trovato negli insegnamenti baha’i «un accento speciale non solo sulla tolleranza ma anche sul reciproco riconoscimento». Analoghi commenti ha esposto Lise Tørnby, Capo esecutivo del Consiglio per le comunità religiose di Norvegia, che ha detto che ciò che caratterizza i baha’i è la loro «volontà di dialogo».

Nel suo discorso programmatico, Thor Henning Lerstad, giornalista e baha’i, ha detto che «dal unto di vista dei paesi del nord, la più importante sfida lanciata dalla Fede baha’i» è la richiesta che tutti gli esseri umani riconoscano l’unità delle religioni.

«La tolleranza non è sufficiente. È anche necessario riconoscere le credenze degli altri», ha detto.

Oggi in Norvegia le attività baha’i comprendono riunioni che rafforzano il carattere devozionale della comunità, classi per bambini, gruppi che indirizzano le energie dei giovani e circoli di studio i cui partecipanti esaminano l’applicazione di alcuni insegnamenti spirituali nella propria vita e acquisiscono capacità necessarie per servire la comunità.

«Viviamo in un tempo in cui si presta meno attenzione alla cura della natura spirituale degli esseri umani», ha osservato Shahla Bahrami, un’altra baha’i norvegese. Le attività offerte dalla comunità baha’i contribuiscono a raffinare questa natura, ha detto la signora Bahrami durante l’incontro di venerdì 27 aprile..

Quest’anno ricorre il cinquantenario anche della formazione di un’Assemblea Spirituale Nazionale in Belgio, Danimarca, Finlandia, Italia, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia e Svizzera. In alcuni di questi paesi, una parte delle Convenzioni baha’i che hanno luogo durante la festività di Ridvan, dal 21 aprile al 2 maggio, è stata dedicata alla commemorazione dell’evento.

Ai baha’i della Svizzera, il Reggente del Liechtenstein, Sua Serena Altezza il Principe ereditario Alois, ha scritto: «Nell’apprendere che l’Assemblea Spirituale Nazionale della Svizzera, che è attualmente responsabile della comunità baha’i del Liechtenstein, celebrerà il suo cinquantenario, colgo l’occasione per congratularmi con la comunità in questo anniversario e per formulare i miei migliori auguri e invocare la benedizione di Dio per il futuro».

L’Assemblea Nazionale svizzera ha inviato i suoi auguri alla vicina comunità baha’i italiana. Durante la Convenzione nazionale italiana, il signor Mario Piarulli, membro tuttora vivente della prima Assemblea Spirituale Nazionale, ha raccontato le sue memorie della storia degli inizi della comunità.

Il signor Piarulli ha espresso il suo sincero desiderio che «i giovani presenti possano testimoniare tra 50 anni, in occasione della commemorazione del centenario, questi nostri anni come cruciali per aver impresso un’accelerazione nella maturazione di una civiltà mondiale spirituale».

In Olanda, membri ed ex membri dell’Assemblea Spirituale Nazionale hanno celebrato il cinquantenario leggendo il nome dei 51 baha’i che hanno servito nell’istituzione durante questi cinquant’anni.

L’anniversario dell’Assemblea Spirituale Nazionale del Portogallo è stato celebrato durante la convenzione nazionale, che si è svolta per la prima volta in un nuovo centro nazionale baha’i. «Lo spazio fisico che ha ospitato la Convenzione è così stato un simbolo materiale della crescita e del progresso della Fede nell’ultimo mezzo secolo», ha detto l’Assemblea Spirituale Nazionale portoghese.

I baha’i del Lussemburgo hanno celebrato il giubileo d’oro della loro Assemblea Spirituale Nazionale con un ricordo della prima baha’i che si è stabilita nel loro paese, la britannica Honor Kempton. «La convenzione è stata rafforzata dai sacrifici fatti dai baha’i dei decenni trascorsi», ha detto il membro dell’Assemblea Amir Saberin, «e ha esaminato come le fondamenta costruite nell’ultimo mezzo secolo diverranno la base di vittorie ancora più grandi nei prossimi cinquant’anni».

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Annunciato un progetto di costruzione di nuove Case di culto bahai

HAIFA, Israele, 22 aprile 2012, (BWNS) –

Mentre in Cile si sta costruendo l’ultima della Case di culto continentali, è stato annunciato il progetto per la costruzione dei due primi templi baha’i nazionali nella Repubblica Democratica del Congo in Papua Nuova Guinea.

Lo storico annuncio è stato fatto ieri dalla Casa Universale di Giustizia nel suo messaggio annuale del primo giorno di Ridvan, la più sacra festività dell’anno baha’i.

Le Case di culto baha’i sono particolari edifici, aperti a tutti, nei quali i visitatori possono pregare e meditare in un’atmosfera serena oppure ascoltare le sacre scritture delle religioni del mondo recitate e cantate. Ogni Casa di culto è un centro spirituale attorno al quale sorgono strutture di servizio sociale, umanitario ed educativo per la popolazione circostante.

Questa istituzione combina «due aspetti essenziali e inseparabili della vita bahá’í: culto e servizio», scrive la Casa Universale di Giustizia.

Oltre ai due nuovi Templi nazionali, sarà presto avviata in cinque regioni del mondo una consultazione per la creazione di Case di culto locali. Le località sono: Battambang, Cambogia; Bihar Sharif, India; Matunda Soy, Kenya; Norte del Cauca, Colombia e Tanna, Vanuatu.

Esse sono fra i luoghi del mondo nei quali le comunità baha’i stanno coltivando «uno spirito devozionale che si esprime in incontri di preghiera e in un processo educativo che costruisce capacità per servire l’umanità», scrive la Casa Universale di Giustizia.

Parlando delle Case di culto la lettera si conclude dicendo: «Da questi Orienti del Ricordo di Dio risplenderanno i raggi della Sua luce e risuoneranno gli inni della Sua lode».

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