Il mondo chiede la liberazione incondizionata dei dirigenti baha’i e di altri prigionieri di coscienza iraniani

NEW YORK, 3 aprile 2012, (BWNS) – La sorte dei sette dirigenti baha’i imprigionati è stata oggetto di attenzione in dodici delle grandi città del mondo, nelle quali una giornata di mobilitazione ha ricordato i diecimila giorni che i dirigenti hanno finora trascorso in carcere.

In un’iniziativa coordinata dall’organizzazione per i diritti umani United4Iran, l’immagine dei sette è stata ampiamente mostrata domenica 1° aprile su pannelli mobili, autobus, biciclette, una chiatta e T-shirt.

Il pannello con l’immagine dei dirigenti baha’i era un mosaico di piccole foto di centinaia di persone attualmente in prigione in Iran, come giornalisti, sindacalisti, politici, studenti, attivisti per le donne e capi religiosi.

«La sorte di queste sette persone compendia quella di moltissimi uomini e donne iraniani che sono stati messi in prigione per aver difeso la propria libertà e i propri diritti umani», ha detto Firuzeh Mahmoudi, direttrice e fondatrice di United4Iran.

«Noi diciamo ai sette dirigenti: Il mondo non vi ha dimenticati e noi continueremo a lottare per la vostra libertà e per quella degli altri prigionieri di coscienza iraniani».

A Nuova Delhi circa 200 dimostranti che issavano stendardi ha marciato per la città in una dimostrazione co-sponsorizzata dall’Alleanza transasiatica e dal Centro asiatico per i diritti umani. Il direttore del Centro Suhas Chakma ha detto: «L’Iran non ha rispettato gli standard internazionali dei diritti umani sull’equo processo e perciò deve liberare i sette dirigenti incondizionatamente».

In Sud Africa, sono in circolazione autobus che mostrano i ritratti dei sette prigionieri a Johannesburg, Città del Capo e Pretoria.

Una grossa autogru con la stessa immagine ha percorso le strade di Brasilia, la capitale del Brasile. Sostenitori brasiliani hanno indossato T-shirt con la scritta «Libertem Baha’is Irã» («Liberate i baha’i Iran»).

A Berlino la foto dei sette è stata messa in mostra per le strade della città su apposite biciclette. L’iniziativa è stata lanciata dal membro del Parlamento tedesco Serkan Tören, che è di origini turco-musulmane. «Raccomando al Governo iraniano di concedere alla comunità della Fede baha’i il diritto di libertà religiosa che l’Iran è tenuto a rispettare secondo le leggi internazionali. Raccomando alla comunità internazionale di fare pressioni sull’Iran perché si attenga ai suoi obblighi internazionali», ha detto il signor Tören.

In Olanda, un poster con i ritratti dei prigionieri ha percorso su una chiatta i canali di Amsterdam e vari pannelli mobili hanno suscitato interesse mentre percorrevano le strade di Sydney, Parigi, Wellington, Londra  e Washington D.C.

I sette prigionieri baha’i sono Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rezaie, Mahvash Sabet, Behrouz Tavakkoli e Vahid Tizfahm. Prima di essere arrestati nel 2008, essi erano membri di un gruppo di livello nazionale che si occupava dei bisogni spirituali e sociali della comunità baha’i in Iran. Stanno scontando vent’anni di prigione dopo sei brevi udienze di un tribunale che non si è attenuto all’equo processo. I sette hanno categoricamente respinto tutte le accuse, come spionaggio, propaganda contro la Repubblica Islamica e creazione di un’amministrazione illegale.

«I sette erano e sono completamente innocenti», ha detto Bani Dugal, la principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

«Diecimila giorni della loro vita sono stati rubati per sempre, giorni che essi avrebbero potuto dedicare al servizio dei loro concittadini», ha detto. «È ora che essi siano liberati per poter lavorare per il loro paese che essi amano».

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Il senato statunitense chiede la liberazione dei prigionieri religiosi in Iran

WASHINGTON D.C., 1° aprile 2012, (BWNS) –

Il senato statunitense ha approvato una risoluzione che condanna il governo dell’Iran per la sua sistematica campagna di persecuzione dei baha’i e chiede
la liberazione di tutti i prigionieri iraniani che sono detenuti unicamente per le loro convinzioni religiose.

La risoluzione, approvata all’unanimità giovedì scorso, chiede anche che siano prese sanzioni contro i funzionari iraniani direttamente responsabili di violazioni dei diritti umani.

«Malgrado cinque trattati internazionali sui diritti umani che l’Iran ha sottoscritto, il governo iraniano continua a perseguitare coloro che cercano di esercitare la loro libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione», ha detto il senatore Mark Kirk, repubblicano dell’Illinois che ha presentato la risoluzione.

Il senatore Richard Durbin, democratico dell’Illinois che ha co-sponsorizzato la risoluzione, ha aggiunto: «La persecuzione di stato contro i baha’i in Iran deve cessare. L’approvazione di questa risoluzione afferma che il popolo americano sostiene i baha’i nella loro richiesta di alcuni dei più fondamentali diritti umani: sicurezza e libertà religiosa».

La risoluzione prende nota delle recenti misure internazionali che hanno menzionato la crescente oppressione dei baha’i e di altre minoranze religiose in Iran, come le recenti relazioni sui diritti umani in Iran presentate dal segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon.

La risoluzione elenca inoltre una serie di episodi che risalgono al 2008 nel quale i baha’i iraniani sono stati arrestati e imprigionati «unicamente per la loro religione».

Fra questi episodi vi sono l’arresto, il processo e la condanna a vent’anni di carcere di sette dirigenti nazionali baha’i.

La risoluzione invita l’Iran a «liberare immediatamente i sette dirigenti e tutte le altre persone che si trovano in prigione soltanto per la loro religione». Raccomanda inoltre al presidente Barack Obama e al segretario di stato Hilary Clinton di utilizzare le misure previste dall’Atto di sanzione dell’Iran del 2010 per «condannare i funzionari del Governo dell’Iran e altre persone direttamente responsabili di eclatanti violazioni dei diritti umani in Iran, comprese quelle contro la comunità baha’i».

 

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Condannate le violazioni della libertà religiosa in Iran

WASHINGTON D.C., U.S.A., 22 marzo 2012, (BWNS) –

Secondo un nuovo rapporto, l’Iran resta uno dei peggiori violatori dei diritti della libertà religiosa del mondo.

La Commissione statunitense per la libertà religiosa internazionale (USCIRF) ha scritto che «il governo dell’Iran continua a commettere violazioni della libertà religiosa sistematiche, costanti e gravi, che comprendono prolungate detenzioni, torture ed esecuzioni capitali basate soprattutto o del tutto sulla religione dell’accusato».

L’anno scorso le condizioni hanno continuato a peggiorare soprattutto per i baha’i, ma anche per i cristiani e i sufi musulmani, ha scritto l’USCIRF nel suo rapporto annuale pubblicato il 20 marzo. Il testo inglese del rapporto si trova qui: http://www.uscirf.gov/images/Annual%20Report%20of%20USCIRF%202012(2).pdf

«Anche le minoranze religiose non musulmane riconosciute e protette dalla costituzione dell’Iran, ebrei, cristiani armeni e assiri e zoroastriani, hanno subito crescenti discriminazioni, arresti e detenzioni», dice il rapporto.

Una sezione di due pagine dedicata alla situazione dei baha’i in Iran parla di «un trattamento sempre più duro, con un crescente numero di arresti e di detenzioni e di violenti attacchi contro le case private e le proprietà personali». Il rapporto descrive anche gli attacchi contro ditte di proprietà baha’i, la negazione del diritto agli studi superiori, vandalismi contro i cimiteri baha’i, diffamazioni dei baha’i in mezzi di comunicazione di stato e raccolta di informazione sui membri della comunità baha’i e sorveglianza delle loro attività.

Il rapporto raccomanda che gli Stati Uniti continuino a «parlare apertamente e frequentemente ai massimi livelli delle gravi violazioni della libertà religiosa in Iran e a far notare la necessità che in alcuni casi specifici la comunità internazionale ritenga responsabili le autorità iraniane». In particolare, invita i funzionari statunitensi a chiedere che i leader e gli insegnanti baha’i detenuti, nonché altri baha’i che si trovano in prigione per la loro religione, siano liberati e che si facciano cadere tutte le accuse contro i baha’i che sono in attesa di giudizio.

Il rapporto raccomanda ai funzionari anche di chiedere all’Iran di «abrogare immediatamente le leggi che permettono che i membri della Fede baha’i siano uccisi impunemente, di permettere alla comunità baha’i di praticare la loro Fede in Iran e di consentire ai baha’i il pieno accesso alle università pubbliche senza discriminazioni». Il rapporto chiede anche la liberazione di tutti i cristiani che si trovano in prigione per la loro religione e l’annullamento di tutte le accuse in sospeso contro i convertiti al cristianesimo.

Per leggere l’articolo in inglese online e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/900

 

Alcuni scienziati chiedono la liberazione degli insegnanti baha’i

COLLEGE PARK, MARYLAND, U.S.A., 21 marzo 2012, (BWNS) –

Un corpo internazionale di osservatori dei diritti umani degli scienziati nel mondo che aiuta coloro che ne hanno bisogno ha chiesto alle autorità iraniane di liberare gli insegnanti baha’i in prigione.

In una lettera indirizzata al Leader supremo iraniano, Ayatollah Ali Khamenei, il Comitato per la libertà internazionale degli scienziati dell’American Physical Society ha chiesto al governo iraniano di «liberare immediatamente e incondizionatamente» tutte le persone imprigionate che lavoravano per l’istituto baha’i per gli studi superiori (BIHE) e di «permettere all’Istituto baha’i di operare liberamente e di garantire a tutti gli studenti iraniani il libero accesso agli studi superiori».

«Le persone arrestate non sono capi politici o religiosi. Erano insegnanti di materie che vanno dalla contabilità all’odontoiatria . . .», dice la lettera. «Il Comitato ritiene che educare le generazioni più giovani sia un diritto umano degli insegnanti. . .».

«Raccomandiamo al governo iraniano di rivedere la sua politica e di capire che l’atto di impedire a un gruppo di iraniani di progredire nell’istruzione e nell’economia si ritorcerà alla fine a danno dell’economia dell’Iran e del progresso di tutti i suoi cittadini».

Condanne dell’imprigionamento degli insegnanti baha’i sono venute da tutto il mondo. Il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon è in testa a coloro che criticano la loro condanna, assieme ad altre figure eminenti come i premi Nobel arcivescovo Desmond Tutu e Jose Ramos-Horta.

Istituito come iniziativa comunitaria informale, il BIHE offriva corsi di studio ai giovani baha’i esclusi dalle università a causa della loro religione. «Questa politica di escludere la più grande minoranza religiosa in Iran relega i baha’i ai margini della società . . .», ha scritto il Comitato il 29 febbraio.

Una quarantina di case legate al BIHE sono state perquisite in un attacco coordinato nel maggio 2011. Il docente Kamran Mortezaie sta ora scontando cinque anni di carcere. Mahmoud Badavam, Noushin Khadem, Farhad Sedghi, Riaz Sobhani e Ramin Zibaie ne stanno scontando quattro. Le sentenze contro di loro dichiarano che le loro attività per il BIHE sono crimini e «prove» del fatto che essi intendono sovvertire lo Stato. Sono stati condannati a quattro anni di carcere anche due docenti di psicologia, Faran Hesami e il marito Kamran Rahimian.

 

Per leggere l’articolo in inglese online, si vada a: http://news.bahai.org/story/899

 

Un libro e un sito web accompagnano la costruzione del Tempio bahai cileno

SANTIAGO, Cile, 18 marzo 2012, (BWNS) –

I lavori per la costruzione dell’innovativa Casa di culto baha’i hanno avuto inizio a Santiago e contemporaneamente sono stati lanciati un libro e un sito web che rispondono al crescente interesse per il Tempio e il suo significato.

La pubblicazione, «Donde Brilla La Luz» (Dove risplende la luce), si propone di rispondere ad alcune domande sulla Fede baha’i e di esporre alcune riflessioni sull’impatto che la Casa di culto intende avere sulla società.

Il libro è stato scritto da Daniel Duhart, del Cile, Helen Mirkovitch-Kohm, della Costa Rica e Jairo Roldan, della Colombia.

«È il momento giusto per pubblicare questo libro, proprio mentre i lavori per la costruzione del Tempio stanno facendo grandi passi avanti», ha detto il signor Duhart.

«Noi tre abbiamo un comune amore per l’America Latina e i suoi destini. Diversamente da altri libri introduttivi alla Fede baha’i, questo si sofferma in particolare sui bisogni del continente e su come gli insegnamenti baha’i possono contribuire a trovare un modo costruttivo per rispondere a questi bisogni».

Per esempio, ha detto il signor Duhart, i temi dell’unità e della giustizia sono importantissimi per il latino-americani in quanto «sono un desiderio inesaudito nella nostra storia».

«Quello che abbiamo imparato nella comunità baha’i sul modo in cui questi due principi possono essere applicati nell’ambito personale e sociale potrebbe essere utilissimo agli sforzi che l’America Latina sta facendo per costruire una società giusta e unita», ha detto.

«Donde Brilla La Luz» sarà presto ampiamente distribuito attraverso le librerie e promosso nei mezzi di comunicazione.

Informazioni online

Informazioni specifiche sulla Casa di culto si trovano in un nuovo sito web in spagnolo, portoghese e inglese http://templo.bahai.cl.

Il sito parla del progetto e della costruzione dell’edificio, ha una pagina per mettersi in contatto e una sezione sulla Fede baha’i e sui suoi insegnamenti e risponde ad alcune frequenti domande poste sul Tempio e sui concetti ai quali esso si ispira.

Si spera che il sito faccia comprendere il contributo positivo che il Tempio può offrire, nel corso del tempo, alla società cilena. Il concetto della Casa di culto baha’i, nella visione di Baha’u’llah, non prevede solo l’edificio centrale dedicato alla preghiera e alla meditazione, ma anche future altre strutture e attività utili ai bisogni sociali ed educativi della popolazione circostante.

«Sta diventando sempre più chiaro che la costruzione di questo Tempio è molto più dell’erezione di un edificio straordinario», ha detto Daniel Duhart. «Contemporaneamente sta andando avanti un altro processo costruttivo, la costruzione di una comunità, i cui membri di ogni età sempre più procedono tutti assieme su una strada di servizio all’umanità».

«Crescendo questa consapevolezza, l’impatto dell’intero processo sulla nostra società assumerà dimensioni diverse», ha detto.

 

Per leggere l’articolo in inglese online e vedere le immagini, si vada a: http://news.bahai.org/story/898