Giudici e giuristi del Bangladesh partecipano a un convegno sulla legge bahai

DHAKA, Bangladesh, 18 dicembre 2011, (BWNS) –

Quasi 180 professionisti della legge provenienti da tutto il paese si sono riuniti in un convegno sulla Fede baha’i e le leggi della persona e della famiglia ai quali i suoi membri devono attenersi.

Questo evento, che non ha precedenti e che si è svolto nell’auditorium della Corte suprema del paese, intendeva preparare avvocati e giudici ai quali potesse essere chiesto di assistere baha’i su temi legali relativi al matrimonio e all’eredità.

Nel Bangladesh, c’è una divisione fra le leggi pubbliche e quelle private o personali e le questioni familiari ricadono sotto la legislazione religiosa. Circa il 90 per cento della popolazione è musulmana e le leggi islamiche della persona e della famiglia sono ben note nel paese.

«La cosa è significativa perché se sorgono problemi fra baha’i, i giudici devono giudicare in base alle leggi personali baha’i», ha detto Jabbar Eidelkhani, membro del Corpo continentale dei Consiglieri che ha parlato durante il convegno.

«E ora gli avvocati e i giudici che hanno partecipato a questo convegno e alle sessioni di formazione che l’hanno preceduto sono meglio informati sulle leggi che riguardano i baha’i», ha detto.

Il convegno durato un giorno, il 3 dicembre, è stato aperto da Mizanur Rahman, presidente della commissione del Bangladesh per i diritti umani.

«Se la religione serve ad assicurare la dignità della persona, la legge baha’i della persona si occupa di questo tema. Sotto questo aspetto la Fede baha’i non è diversa da altre religioni», ha detto il dottor Rahman.

Hanno parlato anche il giudice Delwar Hossain, che ha presentato un documento programmatico sull’origine e il background delle leggi baha’i della persona e l’avvocato Samarendra Nath Goswami, il principale organizzatore dell’evento, che ha discusso il significato delle leggi baha’i per i professionisti della legge. Prima del convegno il signor Goswami ha condotto piccole sessioni di formazione sul tema.

I baha’i sono presenti nel Bangladesh sin dagli anni 1920. La prima Assemblea Spirituale Locale si è formata a Dhaka nel 1952. L’Assemblea Spirituale Nazionale dei Baha’i del Bangladesh è stata formata nel 1972, poco dopo la dichiarazione d’indipendenza del paese. In questo momento si calcola che nel paese vivano circa 13 mila baha’i.

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Direttori di scuole mediche chiedono all’Iran di liberare i docenti bahai in prigione

WASHINGTON D.C., 8 dicembre 2011, (BWNS) –

Una cinquantina di direttori di scuole mediche negli Stati Uniti si sono uniti alle proteste per le persecuzioni del governo iraniano contro studenti e docenti bahai.

Quarantotto presidi e vice presidenti anziani, che comprendono oltre un terzo delle scuole mediche americane, hanno firmato una lettera aperta indirizzata al rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite. La lettera è stata pubblicata nel sito web «Association Against Education Discrimination» in lingua persiana il giorno in cui i movimenti studenteschi iraniani celebrano annualmente la Giornata dello studente.

La dichiarazione in persiano e in inglese si trova in questo indirizzo: http://www.edu-right.net/statement/38-statement/746-medicalschooldeansbiheletter

«Scriviamo come dirigenti di istituzioni educative riconosciute in tutto il mondo per esprimere la nostra preoccupazione per come gli studenti e i docenti baha’i sono trattati in Iran», dice la lettera.

«In quanto dirigenti nell’educazione medica, crediamo che l’educazione sia un intrinseco diritto umano. Nelle nostre rispettive istituzioni, abbiamo ospitato e continuiamo a ospitare studenti, residenti, lettori e docenti di tutto il mondo e di tutte le convinzioni religiose. Abbiamo accolto tutte queste diverse popolazioni nelle nostre istituzioni per contribuire alla scoperta e alla disseminazione del sapere a beneficio dell’umanità».

Il principale firmatario della lettera, il dottor Philip Pizzo, Preside della Scuola di medicina di Stanford, ha aiutato a raccogliere le firme il mese scorso durante l’incontro annuale dell’Association of American Medical Colleges’ Council of Medical School Deans.

La dichiarazione descrive il sistematico attacco sferrato dalle autorità iraniane contro un’iniziativa comunitaria informale, conosciuta come Istituto baha’i per gli studi superiori (BIHE), che è stata fondata per far studiare i giovani baha’i che sono esclusi dalle università. Sette baha’i che lavoravano per il BIHE stanno ora scontando quattro e cinque anni di prigione.

«L’arresto dei docenti e degli amministratori del BIHE e il bando di generazioni di baha’i dagli studi per la sola ragione della loro origine religiosa sono una violazione della Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948, e del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che l’Iran ha sottoscritto», prosegue la lettera.

«Pertanto chiediamo al vostro governo di liberare dal carcere i docenti e gli amministratori del BIHE. Chiediamo anche che il vostro governo riconosca agli studenti e ai professori baha’i in Iran gli stessi diritti allo studio che noi offriamo a ogni studente e professore nelle nostre istituzioni, senza tener conto della loro religione o provenienza nazionale o culturale».

La lettera aperta è stata pubblicata nello stesso giorno in cui la situazione dei docenti e degli studenti baha’i è stata presa in esame in una dichiarazione congiunta di un gruppo internazionale di legislatori, i senatori degli Stati Uniti Mark Kirk e Joseph Lieberman, il membro del Parlamento canadese Irwin Cotler, il membro del Parlamento britannico Denis MacShane, il membro del Parlamento australiano Michael Danby, il membro del Parlamento italiano Fiamma Nirenstein e il membro del Parlamento lituano Emanuelis Zingeris.

Questi eventi hanno avuto luogo pochi giorni dopo che la senatrice Mobina Jaffer, il primo senatore canadese musulmano, ha detto durante un’interrogazione parlamentare che l’Iran ha ora criminalizzato l’educazione dei giovani e che questa condanna «non ha precedenti».

Condanne dell’aresto dei sette docenti baha’i sono venute da tutto il mondo. Il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha aperto le critiche contro la loro condanna, assieme a figure eminenti come i premi Nobel per la pace arcivescovo Desmond Tutu e Jose Ramos-Horta, e il generale Romeo Dallaire, già comandante delle forse di pace dell’ONU che ha cercato di fermare il genocidio in Ruanda negli anni 1990.

In ottobre, una quarantina di illustri filosofi e teologi di sedici paesi hanno formato una lettera di protesta per l’attacco contro il BIHE.

In Germania, altrettanti eminenti professori hanno chiesto l’immediata liberazione dei sette e in Australia lettere di protesta sono state mandate anche da una settantina di accademici universitari e da «Universities Australia», che rappresenta i vice rettori di tutte le università australiane.

Il mese scorso, oltre cinquanta accademici in Irlanda hanno invitato le autorità iraniane ad aprire gli studi superiori a tutti, mentre ventisei professionisti dell’industria cinematografica hanno raccomandato al governo brasiliano di difendere i diritti dei produttori cinematografici, dei giornalisti e dei docenti baha’i e hanno chiesto all’Iran di liberare subito quelli che si trovano in prigione.

Per leggere l’articolo in inglese online, accedere ai link e vedere l’elenco completo dei firmatari si vada a: http://news.bahai.org/story/874

Il Senato canadese preoccupato per gli educatori bahai in prigione

OTTAWA, 5 dicembre 2011 (BWNS) – Durante un’interrogazione al Senato canadese sulla persecuzione dei bahai iraniani, la prima senatrice canadese musulmana ha duramente criticato l’Iran per aver condannato alla prigione gli educatori bahai.

La senatrice Mobina Jaffer ha detto che l’Iran ha ora criminalizzato l’educazione dei giovani e che questa condanna «non ha precedenti».

«Che crudeltà è mai questa, un governo che mette in prigione suoi cittadini perché educano dei giovani e criminalizza il processo dell’apprendimento?», ha chiesto al Senato.

La senatrice Jaffer ha dato avvio all’indagine lo scorso giugno, un mese dopo che le autorità iraniane avevano fatto irruzione in 39 case di baha’i legati a un’iniziativa comunitaria informale , nota come istituto baha’i per gli studi superiori (BIHE), formata per far studiare i giovani baha’i ai quali è negato l’accesso alle università.

Parlando della sua indagine, la senatrice Jaffer ha detto di essere ora preoccupata per i sette educatori baha’i che sono stati condannati a quattro e cinque anni di prigione.

«Fra le persone condannate a quattro anni di prigione c’è Nooshin Khadem, che ha la residenza in Canada e ha conseguito un Master of Business Administration alla Carleton University», ha detto.

«Nooshin è venuta in Canada perché la Carleton University ha riconosciuto i suoi studi presso il BIHE. La signora ha poi riportato in Iran quello che aveva imparato in Canada per insegnarlo ai giovani».

«Ora è in prigione per aver commesso il “crimine” di portare in Iran quello che aveva imparato».

Altri due baha’i fra quelli che sono stati messi in prigione si sono diplomati in Canada e l’Iran dice che i loro titoli di studio sono «illegali», ha notato la senatrice Jaffer.

Una coppia di sposi, i signori Kamran Rahimian e Faran Hessami, si sono laureati in consulenza psicologica all’università di Ottawa.

La Baha’i International Community ha recentemente saputo che il 28 novembre la signora Hessami è stata rilasciata su cauzione. Lei e il marito sono in attesa di giudizio. I loro figlioletto di due anni ha dovuto vivere con parenti mentre entrambi i genitori erano in carcere.

«Noi siamo una nazione che difende i diritti umani e i valori del pluralismo religioso. Pertanto dobbiamo continuare ad affrontare la minaccia dell’Iran contro il suo stesso popolo», ha detto la senatrice Jaffer giovedì scorso.

«Può darsi che oggi l’Iran non ascolti, ma lo fa il popolo iraniano. Gli iraniani devono sapere che il Canada è con loro e continuerà a difendere i loro diritti e le loro libertà fondamentali».

La settimana scorsa, il senatore Romeo Dallaire, già comandante della forza di pace dell’ONU che ha cercato di fermare il genocidio degli anni 1990 in Ruanda, ha detto al Senato che le attuali azioni contro i baha’i gli ricordano quello che ha visto in Africa.

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Il presidente di una nazione del Pacifico fa visita al Centro Mondiale Bahai

HAIFA, Israele, 1° dicembre 2011, BWNS –

 

Il Capo di stato della Repubblica di Palau ha fatto una visita ufficiale al Centro Mondiale Baha’i.

Il presidente Johnson Toribiong e sua moglie, la signora Valeria Toribiong, sono stati accolti da un membro della Casa Universale di Giustizia, il signor Stephen Hall, e da sua moglie, la signora Dicy Hall, il 25 novembre. Faceva parte del gruppo di accoglienza anche un membro del Centro Internazionale d’Insegnamento, signora Zenaida Ramirez.

Palau, uno dei più giovani stati sovrani del mondo, si trova nell’Oceano Pacifico a 800 chilometri a est delle Filippine. Il presidente Toribiong ha chiesto di far visita al Centro Mondiale Baha’i durante una sua visita di stato in Israele.

Durante il ricevimento, che si è svolto nella Sede della Casa Universale di Giustizia, il signor Hall ha donato al presidente il libro, «Baha’i Shrine and Gardens in Haifa and Acre». Alla signora Toribiong è stato offerto un souvenir in cristallo del Mausoleo del Bab.

«Il presidente, che è un avvocato, ha espresso il suo apprezzamento per gli insegnamenti baha’i sulla giustizia», ha detto Kern Wisman, rappresentante della Baha’i International Community, che faceva parte del gruppo di accoglienza.

Dopo i discorsi, la delegazione, della quale facevano parte anche il Ministro della giustizia di Palau, signor John Gibbons, e alcuni ospiti della municipalità di Haifa, ha visitato il Mausoleo del Bab e i giardini a terrazze che lo circondano. La signora Toribiong che, nel suo ruolo di first lady, ha fatto molto per promuovere l’abbellimento del suo paese, ne è rimasta molto colpita.

«È una toccante esperienza vedere un capo di stato che riesce a cogliere una parte dell’essenza, del carattere, delle dimensioni e della portata della Fede baha’i e che risponde con tale rispetto alla bellezza e alla dignità di questo santo luogo», ha detto il signor Wisman.

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Un compositore che ha dedicato tutta la vita alla costruzione di un mondo migliore

KERIKERI, Nuova Zelanda, 28 novembre 2011 (BWNS) –

Russell Garcia, deceduto a 95 anni, era un influente compositore, arrangiatore e conduttore, che ha dedicato i suoi talenti alla promozione degli insegnamenti della Fede baha’i in tutto il mondo.

Nella sua decennale carriera, il signor Garcia ha registrato oltre 60 album con il proprio nome e lavorato con personaggi come Louis Armstrong, Charles Chaplin, Ella Fitzgerald e Judy Garland.

Nato a Oakland, California, il 12 aprile 1916, il signor Garcia ha incominciato già da ragazzo a scrivere e arrangiare musica. Ha composto per programmi radiofonici e televisivi, come «Rawhide» e per film come «L’uomo che visse nel futuro (The Time Machine)» (1960).

Il suo lavoro di insegnante presso la Westlake School of Music di Los Angeles lo ha portato a scrivere «The Professional Arranger Composer (Il compositore arrangiatore professionista)». Il libro e il suo seguito «continuano a essere testi basilari per chi voglia comprendere il processo dell’arrangiamento e della composizione»», ha detto il critico musicale Don Heckman al Los Angeles Times.

Durante la Seconda guerra mondiale, il signor Garcia ha combattuto nell’offensiva delle Ardenne in Belgio.

«È pura follia, sparare a sconosciuti», si disse il compositore, ripromettendosi che, se ne fosse uscito vivo, si sarebbe dedicato alla pace mondiale.

Il signor Garcia e la moglie, Gina, hanno aderito alla Fede baha’i nel 1955 e, da allora, hanno dedicato tutta la vita alla promozione dei suoi principi. Nel 1966, quando era all’apice della sua carriera di musicista, lui e la moglie vendettero la casa e tutto quello che avevano, comprarono una barca e partirono, portando gli insegnamenti baha’i nelle isole dell’Oceano Pacifico.

«Sono poche le persone alle quali capita di seguire il cuore senza preoccupazioni economiche», ha detto in seguito il signor Garcia.

La coppia ha vissuto per sei anni sul suo trimarano, «Gli araldi dell’aurora», fermandosi, fra i molti altri luoghi, a Cuba, in Haiti, in Giamaica e a Tahiti. Durante i loro viaggi, si sono innamorati della Nuova Zelanda e vi si sono stabiliti.

Il signor Garcia ha continuato a comporre, arrangiare e dirigere fino alla fine della sua lunga vita. Nel 2005, il Jazz Institute di Los Angeles lo ha onorato per i suoi contributi al jazz. Nel 2009, lui e la moglie hanno ricevuto dalla regina Elisabetta II la Queen’s Service Medal. Insieme, hanno sempre svolto servizi di volontariato insegnando ai bambini delle scuole elementari della Nuova Zelanda le qualità spirituali, servendosi di canzoni, storie ed esercizi creativi.

Quando ha saputo del suo trapasso il 20 novembre, la Casa Universale di Giustizia ha ricordato che il signor Garcia si è anche «dedicato alla creazione di molte composizioni musicali per diffondere la luce di Baha’u’llah».

La Casa Universale di Giustizia ha inoltre scritto che «i grandi sforzi da lui compiuti per utilizzare opere artistiche nella promozione della [Fede baha’i] saranno a lungo ricordati».

Una volta il signor Garcia ha detto durante un’intervista: «Noi vediamo il genere umano come un’unica entità. Perciò qualunque meta non aiuti tutti non è una meta».

«Abbiamo dedicato la nostra vita allo sforzo di costruire un mondo migliore», ha detto.
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