Nuovo sito web in difesa dei diritti umani in iran

Cari amici,

lo scorso agosto, alcuni amici tedeschi hanno avviato una campagna internazionale per la difesa del diritto allo studio di tutti gli studenti iraniani, compresi i baha’i, sotto il nome di «Can You Solve This?».

Questi amici hanno creato un sito internet inglese tramite il quale chi vuole sostenere la causa dei giovani studenti in Iran, baha’i compresi, può inviare a proprio nome lettere indirizzate al Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, all’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navanethem Pillay, e al Ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle.

Chi voglia accedere al sito inglese può trovarlo ai seguenti indirizzi:

http://www.bahairights.org/

http://www.bahairights.org/2011/08/19/can-you-solve-this/ 

Un gruppo di amici ha ora tradotto questo sito in italiano. Potete accedervi al seguente indirizzo: http://can-you-solve-this.org/it/ 

Attraverso il sito italiano potete inviare due lettere indirizzate al Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, e al Ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, chiedendo che facciano pressione sul governo iraniano affinché garantisca il diritto allo studio dei giovani studenti iraniani e dei nostri compagni di Fede. Le lettere sono già scritte. Basterà che apponiate su entrambe la vostra firma.

La campagna per la promozione del diritto allo studio di tutti gli studenti iraniani, compresi i baha’i, ha anche una pagina facebook. Vi potete accedere al seguente indirizzo:

http://www.facebook.com/pages/Can-You-Solve-This-Italia/181193765292943 

Questa pagina vi terrà costantemente aggiornati sugli sviluppi dell’iniziativa. A breve, ci sarà una giornata di mobilitazione in una città del nord Italia

L’Assemblea Spirituale Nazionale invita tutti gli amici in Italia a utilizzare questo strumento per fare in modo che la voce della società civile giunga forte e chiara anche al nostro governo e si possa così contribuire a promuovere un’importante azione internazionale che fermi o per lo meno freni questa iniqua violazione del diritto allo studio dei giovani in Iran. L’Assemblea Nazionale vi prega di partecipare personalmente alla campagna e di incoraggiare tutti i vostri amici, parenti e compagni di studi a fare altrettanto.

Il monitor dell’ONU per l’Iran presenta i primi accertamenti sulle violazioni dei diritti umani

NAZIONI UNITE, 16 ottobre 2011, BWNS – Nella sua prima relazione, il nuovo monitor dell’ONU per i diritti umani in Iran ha chiesto al governo iraniano di creare una cultura nella quale i diritti e le libertà fondamentali delle minoranze e delle donne siano protetti.

Il relatore speciale Ahmed Shaheed ha anche raccomandato all’Iran di astenersi dal reprimere il dissenso, ha detto di essere preoccupato per la salute di alcuni detenuti e ha nuovamente chiesto di poter visitare il paese.

La relazione interinale, presentata durante la 66a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ora in atto a New York, segue le preoccupazioni sull’Iran espresse la settimana scorsa dal Segretario generale Ban Ki-Moon.

Potete leggere la relazione del relatore speciale in inglese in questo indirizzo: http://news.bahai.org/sites/news.bahai.org/files/documentlibrary/859_Special_Rapporteur_report.pdf

Il relatore speciale, che è entrato in carica il 1° agosto, ha detto che, invece di presentare una relazione sostanziale, egli ha preferito presentare la metodologia che suggerisce per occuparsi dell’Iran e descrivere le recenti tendenze della situazione dei diritti umani in Iran, dedotte da testimonianze dirette che gli sono state offerte da persone e organizzazioni dopo la sua nomina.

Egli ha parlato di diffuse violazioni contro attivisti politici, attivisti dei diritti delle donne, giornalisti, produttori cinematografici, legali dei diritti umani e attivisti dell’ambiente. Ha parlato anche di uso della tortura sui detenuti, di applicazione della pena capitale senza le necessarie garanzie giuridiche, di richieste di cauzioni esorbitanti e di dipendenza dei giudici.

Il relatore speciale ha detto anche di essere preoccupato per la violazione dei diritti umani delle minoranze, come gli arabi, gli azeri, i baha’i, i baluci, i cristiani, i curdi, i sufi e i musulmani sunniti.

Quanto alla comunità baha’i in Iran, il dottor Shaheed ha riferito che i suoi membri hanno «subito storicamente svariate discriminazioni, come la negazione di impieghi, pensioni e accesso agli studi, nonché confische e distruzioni di proprietà».

Almeno 100 baha’i, fra cui sette dirigenti della comunità, sono ora detenuti nella Repubblica Islamica, dice la relazione.

«A quanto si dice la maggior parte di questi detenuti ha ricevuto accuse relative alla sicurezza nazionale e ha subito procedimenti giudiziari che non hanno rispettato i requisiti del giusto processo», ha scritto il dottor Shaheed.

In conclusione, il relatore speciale auspica un dialogo costruttivo con il governo iraniano, la comunità internazionale e la società civile.

«Siamo lieti che il dottor Shaheed abbia invitato il governo iraniano ad avvicinarsi maggiormente alla comunità internazionale per rafforzare la protezione dei diritti umani dei suoi cittadini», ha detto Bani Dugal, principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a New York.

«L’Iran ha il potere di creare una cultura di tolleranza che impedisca le discriminazioni contro le donne e le minoranze religiose ed etniche e protegga la loro libertà di associazione e di espressione», ha detto.

«Ora tocca all’Iran. Li esortiamo a collaborare con il relatore speciale, che deve essere messo nelle condizioni di poter assolvere il mandato che gli è stato affidato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite».

Per leggere l’articolo in inglese online e accedere ai link, si vada a: http://news.bahai.org/story/859

Il Segretario generale delle Nazioni Unite «molto turbato» dagli sviluppi in Iran

NAZIONI UNITE, 13 ottobre 2011, BWNS – Per il quarto anno consecutivo, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha criticato duramente la situazione dei diritti umani in Iran, dicendo che negli ultimi 12 mesi le violazioni «sono proseguite e si sono intensificate».

L’Iran ha intensificato le misure repressive contro i difensori dei diritti umani, gli attivisti per i diritti delle donne e i giornalisti, ha detto il signor Ban in una relazione pubblicata ieri.

Potete leggere la relazione in inglese in questo sito: http://news.bahai.org/sites/news.bahai.org/files/documentlibrary/858_Secretary_General_Report.pdf

Il Segretario generale si è detto «molto turbato» dai recenti sviluppi in Iran, che hanno comportato un «notevole aumento» dell’uso della pena capitale nel paese, nonché di processi ingiusti, amputazioni, torture, arresti e detenzioni arbitrarie.

Il signor Ban ha invitato il governo iraniano a rispettare i diritti di tutti i suoi cittadini e ha specialmente rilevato il «l’importante ruolo costruttivo svolto dai legali e dagli attivisti per i diritti umani nella protezione dei diritti umani», incoraggiando l’Iran a «garantire piena libertà di espressione e di assemblea e a dare loro maggiore spazio per lo svolgimento indipendente del loro lavoro».

La relazione parla anche delle restrizioni imposte alle «minoranze religiose non riconosciute» ed esprime una «seria preoccupazione» soprattutto per la continua persecuzione contro la comunità baha’i dell’Iran.

Ai baha’i dell’Iran si limita l’accesso agli studi universitari, ha detto il signor Ban, notando che questa forma di discriminazione è culminata quest’anno nello sforzo compiuto dal governo per chiudere l’iniziativa informale per istruire i giovani membri della comunità baha’i esclusi dalle università.

«Numerosi reportage attestano che il 21 maggio 2011 le forze della sicurezza hanno perquisito le case di alcune persone che partecipavano alle attività dell’Istituto baha’i di studi superiori e hanno arrestato quindici dei suoi membri in varie città, come Gohardasht, Isfahan, Karaj, Sari, Shiraz, Teheran e Zahedan . . .», ha detto.

Il signor Ban ha anche parlato della sorte dei sette dirigenti nazionali baha’i, arrestati nel 2008 e condannati a vent’anni di carcere nel 2010, notando che questa eccessiva condanna è stata confermata quest’anno.

«L’Alto Commissario per i diritti umani ha ripetutamente sollevato questo caso davanti alle autorità iraniane, con lettere e incontri, esprimendo la sua preoccupazione perché questi processi non avevano soddisfatto i requisiti di un equo processo», ha detto.

Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite, ha accolto con soddisfazione la relazione e le sue conclusioni.

«Nel suo insieme, la relazione del signor Ban ha condannato nuovamente l’attuale regime iraniano, documentando gli svariati sforzi del governo per mettere a tacere le crescenti richieste di giustizia, democrazia e trasparenza avanzate dai suoi cittadini.

«I baha’i soffrono da molto tempo a causa della crescente incapacità della Repubblica Islamica di tollerare qualunque opinione o punto di vista si allontani dal copione ufficiale. La relazione del signor Ban documenta chiaramente la misura in cui molti altri, dalle donne ai giornalisti e agli avvocati, sono costretti a sopportare il peso di questa oppressione.

«La relazione descrive anche il rifiuto dell’Iran di collaborare con i relatori speciali delle Nazioni Unite, ai quali dal 2005 è stato negato il permesso di visitare l’Iran per indagare sulla situazione del paese.

«Speriamo che la comunità internazionale prenda nota e continui a cercare di fare in modo che l’Iran ponga fine a questa iniqua persecuzione dei propri cittadini», ha detto la signora Dugal.

Per leggere l’articolo in inglese online, si vada a: http://news.bahai.org/story/858

Filosofi e teologi di tutto il mondo condannano l’attacco dell’Iran contro gli educatori bahai

NEW YORK, 10 ottobre 2011, (BWNS) – Una quarantina di illustri teologi e filosofi di 16 paesi si sono uniti alla condanna della politica dell’Iran di impedire ai giovani baha’i e ad altri l’accesso agli studi universitari.

In un’iniziativa globale senza precedenti, 43 eminenti accademici, di origine cristiana, ebrea, indù e musulmana, hanno firmato una lettera aperta, pubblicata nel Daily Telegraph (Regno Unito) e riportata nel Folha de São Paulo (Brasile),

Per leggere la lettera aperta in inglese, trascritta in calce in italiano, si vada a: http://news.bahai.org/sites/news.bahai.org/files/documentlibrary/857_philosophers_letter_en.pdf

Per leggere l’articolo del Daily Telegraph in inglese, trascritto in calce in italiano, si vada a: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/iran/8816662/Religious-academics-denounce-persecution-against-Irans-Bahai-minority.html

La lettera condanna in particolare i recenti attacchi delle autorità iraniane contro un’iniziativa educativa informale della comunità baha’i, nota come Istituto baha’i di studi superiori (BIHE), nel quale professori baha’i, ai quali il governo iraniano vieta di svolgere la propria professione, offrono gratuitamente i loro servizi per dare lezioni a giovani membri della comunità che sono esclusi dalle università.

Sette baha’i associati al BIHE sono recentemente apparsi davanti al tribunale dopo quattro mesi di detenzione. Essi sono stati arrestati dopo una serie di incursioni il 22 maggio, in 39 case associate al BIHE. Da quel momento le attività del BIHE sono state dichiarate «illegali».

«Come filosofi, teologi e studiosi delle religioni di tutto il mondo, noi protestiamo contro il recente attacco delle autorità iraniane contro l’Istituto baha’i di studi superiori», afferma la lettera aperta.

«Acquisire il sapere è un sacro diritto legale di tutti. In verità, lo stato è obbligato ad assicurare questo diritto. In Iran, il governo ha fatto il contrario . . .».

«Attacchi come questo, contro i diritti dei cittadini di organizzarsi e di ricevere l’istruzione in libertà, non possono più essere tollerati. Invitiamo il governo iraniano non solo a cessare le sue persecuzioni contro i baha’i, ma anche a offrire e favorire l’educazione per tutti».

Fra i più noti accademici che hanno sottoscritto l’appello c’è il dottor Charles Taylor, professore emerito di filosofia della McGill University, in Canada. Il professore ha firmato la lettera, ha detto, per la sua profonda «convinzione che non ci devono essere “costrizioni” in tema di religione».

L’ho fatto anche per «la mia inquietudine nei riguardi della rivoluzione iraniana», ha detto il professor Taylor, «e del modo in cui i suoi migliori ideali sono stati mistificati da persone che abusano della fede per servirsene come strumento di mobilitazione contro il “nemico”».

Un’altra eminente figura che ha aggiunto il proprio nome all’elenco è Hilary Putnam, della Cogan University professore emerito di filosofia di Harvard.

«Dopo le rivoluzioni americana e francese alla fine del XVIII secolo, le aspirazioni dei popoli delle varie etnie, nazionalità e fedi ai propri diritti fondamentali, come il diritto di professare la fede che la propria coscienza detta e il diritto all’educazione si sono costantemente rafforzate», ha detto il professor Putnam.

«La persecuzione degli studenti universitari baha’i in Iran è un vergognoso tentativo di ritornare ai secoli bui. La loro causa merita il sostegno delle persone illuminate e morali di tutto il mondo».

Per leggere l’articolo in inglese, si vada a: http://news.bahai.org/story/857
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LETTERA APERTA
Come filosofi, teologi e studiosi delle religioni di tutto il mondo, noi protestiamo contro il recente attacco delle autorità iraniane contro l’Istituto bahá’í di studi superiori (BIHE).
Come persone di fede, affermiamo che gli esseri umani hanno una natura fondamentalmente spirituale, creata con la capacità innata di conoscere Dio e di cercare la verità. Acquisire il sapere è un sacro diritto legale di tutti. In verità, lo stato è obbligato ad assicurare questo diritto. In Iran, il governo ha fatto il contrario. Fra le numerose violazioni dei diritti umani dei bahá’í, il loro accesso agli studi universitari è sistematicamente bloccato soltanto a causa del loro credo. Per soddisfare i bisogni dei loro giovani, i bahá’í iraniani hanno formato il BIHE, la loro iniziativa comunitaria informale per l’istruzione. Il 22 maggio, 39 case associate al BIHE sono state perquisite. Da quel momento le attività del BIHE sono state dichiarate «illegali». Nove educatori sono ancora in carcere.
Attacchi come questo, contro i diritti dei cittadini di organizzarsi e di ricevere l’istruzione in libertà, non possono più essere tollerati. Invitiamo il governo iraniano non solo a cessare le sue persecuzioni contro i bahá’í, ma anche a offrire e favorire l’educazione per tutti.
Firmato da:
Charles Taylor Emeritus Professor of Philosophy, McGill University, Canada
Hilary Putnam Cogan University Professor Emeritus of Philosophy, Harvard University, U.S.A.
Cornel West Class of 1943 University Professor of African American Studies, Princeton
University, U.S.A.
Leonardo Boff Professor Emeritus of Ethics, Philosophy of Religion, and Ecology, Rio de Janeiro State University, Brazil
Stanley Hauerwas Gilbert T. Rowe Professor of Theological Ethics, Duke University, U.S.A.
Ebrahim Moosa Professor of Religion & Islamic Studies, Duke University, U.S.A.
Graham Ward Regius Professor of Divinity, Oxford University, U.K.
John Milbank Professor in Religion, Politics and Ethics, University of Nottingham, U.K.
Rabbi David Novak J. Richard and Dorothy Shiff Chair of Jewish Studies, Professor of Philosophy, University of Toronto, Canada
Tahir Mahmood Chairman, Amity University Institute of Advanced Legal Studies; former member, National Minorities Commission and former member, Law Commission of India.
Moshe Idel Professor Emeritus of Jewish Thought, Hebrew University of Jerusalem, Israel
Abdulkader Tayob Professor of Islamic Studies, University of Cape Town, South Africa
William Desmond Full Professor of Philosophy, Katholieke Universiteit Leuven, Belgium; Adjunct Honorary Professor of Philosophy, National University of Ireland Maynooth, Ireland
Xinjian Shang Professor of Philosophy, Peking University, China
Kevin Hart Edwin B Kyle, Prof of Christian Studies and Chair of Religious Studies, University of Virginia, U.S.A.; Professor Of Philosophy, Australia Catholic University, Australia
Murray Rae Professor of Theology and Head of the Department of Theology and Religion, University of Otago, New Zealand
Asghar Ali Engineer Founding Chairman of Asian Muslim Action Network; Head of Center for Study of Society and Secularism, Mumbai, India
Remi Brague Chair of the Study of Religion, Ludwig Maximilian University of Munich, Germany
A. Rashied Omar Research Scholar of Islamic Studies and Peacebuilding, University of Notre Dame, U.S.A.; Imam at Claremont Main Road Mosque, Cape Town, South Africa
Joshua Cho President and Professor of Christian Thought, Hong Kong Baptist Theological Seminary, Hong Kong.
Douglas Pratt Professor of Religious Studies, Waikato University, New Zealand
Ashok Vohra Professor of Philosophy, Delhi University, India; Indian Council of Philosophical Research.
Carver Yu President and Professor of Christian Thought, China Graduate School of Theology, Hong Kong
Laurie Zoloth Professor of Medical Humanities and Bioethics, Professor of Religious Studies, Northwestern University, U.S.A.
Pilgrim W.K. LO Professor of Systematic Theology, Chairman of Institute for Luther Studies in the Asian Context, Lutheran Theological Seminary, Hong Kong
Philip Goodchild Professor of Religion and Philosophy, University of Nottingham, U.K.
Paul Morris Professor of Religious Studies, Victoria University of Wellington, New Zealand
James E. Faulconer Richard L. Evans Chair of Religious Understanding, Brigham Young University, U.S.A.
Rod Benson Ethicist and Public Theologian, Tinsley Institute, Morling College, Australia
Hassan Mwakimako Senior Lecturer in Islamic Studies, Pwani University College, Kenya
Yunus Dumbe Lecturer in Islamic Studies, Islamic University College, Ghana
Joseph Cohen University Lecturer in Philosophy, University College Dublin, Ireland
Adam Miller Professor of Philosophy, Collin College, Texas, U.S.A.
Elaine Wainwright Professor of Theology, University of Auckland, New Zealand
Raphael Zagury-Orly Head of the MFA Program, Bezalel School of Design and Fine Arts, Israel
Felix Ó Murchadha Senior Lecturer in Philosophy, National University of Ireland Galway, Ireland
Na’eem Jeenah Associate Lecturer of Political Studies, University of the Witwatersrand; Coordinator of Masjidul Islam in Johannesburg, South Africa
Kathleen Flake Associate Professor of American Religious History, Vanderbilt Divinity School, U.S.A.
Rabbi Aryeh Cohen Associate Professor of Rabbinic Literature, American Jewish University, U.S.A.
Jeffrey Bloechel Associate Professor of Philosophy, Boston College, U.S.A.
William Hackett Research Fellow and Lecturer in Philosophy, Australian Catholic University,
Australia
Rabbi Akiba Lerner Assistant Professor of Jewish Studies, Santa Clara University, U.S.A.
Nathan Oman Assistant Professor of Law, William and Mary School of Law, U.S.A.
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Accademici religiosi denunciano la persecuzione contro la minosranza baha’i dell’Iran
Accademici religiosi di università di tutto il mondo hanno denunciato una campagna di persecuzione ufficiale conto la minoranza baha’i dell’Iran.
di Adrian Blomfield, corrispondente per il Medio Oriente
Daily Telegraph
L’iniziativa è venuta dopo che le autorità di Teheran hanno inasprito le misure per impedire ai membri della fede di ricevere un’istruzione universitaria.
In una lettera al Daily Telegraph, 43 eminenti professori e conferenzieri nel campo della teologia e degli studi religiosi hanno chiesto la cessazione del bando imposto all’Istituto baha’i di studi superiori in Iran e la scarcerazione dei suoi undici membri.
La soppressione dell’istituto è l’ultimo di una serie di attacchi del governo islamico del paese contro i 300 mila baha’i dell’Iran, centinaia dei quali sono stati arrestati e anche torturati negli ultimi anni.
Anche l’istituto è un prodotto delle persecuzioni, perché è stato fondato nel 1987 dopo che un editto degli ayatollah dell’Iran ha escluso i baha’i da ogni forma di istruzione universitaria.
Gestito da volontari baha’i, offriva ai giovani membri della fede l’unica opportunità per conseguire un diploma universitario, anche se molti studenti dovevano seguire i corsi con corrispondenze segrete per evitare vessazioni ufficiali.
Gli accademici hanno scritto: «Attacchi come questo, contro i diritti dei cittadini di organizzarsi e di ricevere l’istruzione in libertà, non possono più essere tollerati. Invitiamo il governo iraniano non solo a cessare le sue persecuzioni contro i baha’i, ma anche a offrire e favorire l’educazione per tutti».
La più giovane fra le fedi monoteistiche del mondo è nata in Iran nel XIX secolo e il numero dei suoi seguaci è cresciuto in tutto il mondo. Ma nel paese dove il loro credo è nato, i baha’i sono stati perseguitati dall’establishment del paese per oltre un secolo, molto prima della rivoluzione islamica del 1979.
La situazione delle minoranze religiose è peggiorata dopo che gli ayatollah sono andati al potere. Quest’anno il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha condannato una campagna di repressione contro i baha’i, i cristiani, gli ebrei e gruppi minoritari musulmani.
Sette eminenti dirigenti baha’i stanno scontando vent’anni di prigione per la loro fede e sembra che altre dozzine si trovino in carcere.
I baha’i sono anche esclusi da molti lavori, particolarmente nel settore pubblico e abitualmente non riescono ad ottenere la licenza per esercitare attività cmmerciali.
I sospetti del governo rispetto ai baha’i sono attribuiti al fatto che il quartier generale mondiale della fede è situato nella città israeliana di Haifa, cosa che dà ai musulmani un pretesto per accusarli di essere spie sioniste.
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Il famoso «Tempio del loto» oggetto di una campagna mondiale

NEW DELHI, India, 6 ottobre 2011 (BWNS) – Salite su un autobus a Ottawa, aprite una rivista a Parigi, oppure guardate in alto nella stazione ferroviaria di Rimini, in tutto il mondo il Tempio baha’i dell’India cattura l’attenzione del pubblico.

In coincidenza con il suo 25° anniversario, il tempio a forma di loto è ritratto su attraenti poster in 14 paesi, dal Sud Africa al Giappone, dagli Stati Uniti a Singapore.

Questi poster fanno parte della campagna «Incredibile India», una strategia internazionale del governo indiano che illustra la diversità culturale e le caratteristiche più tipiche del paese.

«L’India rappresenta la spiritualità di tutto il genere umano», ha detto il Ministro indiano del turismo, Subodh Kant Sahai, «e il tempio baha’i è l’unico luogo nel quale le persone di tutte le fedi e le religioni possono andare a meditare o pregare».

Il Tempio baha’i di New Delhi è stato inaugurato nel dicembre 1986 dopo oltre sei anni di lavori. Si calcola che sia stato visitato da oltre 70 milioni di persone, una media di 8-10.000 al giorno, cifre che ne fanno uno dei più visitati edifici del mondo.

«È un posto unico da vedere», ha detto Sultan Ahmed, Ministro dello stato per il turismo. «Ha un’architettura di alta classe, dintorni sereni e un’atmosfera che solleva il cuore».

Il tempio è una della sette case di culto baha’i del mondo, aperte a tutti per meditare e contemplare in silenzio.

Questo messaggio di inclusività è un altro aspetto della campagna «Incredibile India», ha detto Naznene Rowhani, segretario Dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei baha’i dell’India.

«Chiunque veda questi poster capisce che è un tempio e, cosa più importante, capisce quello che esso rappresenta e simboleggia. Questi poster proclamano che esso è la “Casa di culto baha’i– simbolo indiano di armonia comunitaria”, oppure “simbolo indiano dell’unità del genere umano”, oppure della “unità delle religioni”», ha detto la signora Rowhani.

Un messaggio di pace

Subito dopo l’iniziativa «Incredibile India», l’immagine del tempio apparirà durante un’altra campagna a Delhi. L’iniziativa «Delhi Meri Jaan (la mia amata Delhi)» è stata lanciata l’anno scorso.

«Commemoriamo i 25 anni del tempio e i 100 anni della Delhi moderna che esiste oggi. È una grande coincidenza», ha spiegato Shelia Dikshit, Primo Ministro di Delhi.

«È un magnifico edificio, divenuto nel tempo un simbolo per antonomasia».

Il fascino del tempio nasce dal fatto che esso «abbraccia tutti», ha aggiunto il Primo Ministro.

«La Fede baha’i è una religione molto attraente. Il messaggio che dà all’umanità è un messaggio di pace, prosperità e felicità . . . », ha detto.

Circa quattromila visitatori da oltre 50 paesi sono attesi nel Tempio per la celebrazione del suo 25° anniversario il mese prossimo.

«Come questa campagna chiaramente dice, il Tempio appartiene a tutti, a tutte le religioni, i credi e i popoli», ha detto Naznene Rowhani, «perciò è naturale che la celebrazione del suo 25° anniversario includa tutti».

Per leggere l’articolo online e vedere le fotografie, si vada a: http://news.bahai.org/story/856

Vedi anche: http://www.bahaibigarello.it/nuova_delhi.htm