Benvenuto nel regno di Abhá a Valiollah Toosky

Un’esemplare vita di servizio «davanti a un’accanita oppressione»

SAN CLEMENTE, California, U.S.A., 16 giugno 2011 (BWNS) – Fino agli ultimi istanti Valiollah Toosky ha pensato all’Iran, ai suoi studenti e colleghi dell’Istituto baha’i di educazione superiore (BIHE).

La sorella ricorda in particolare che, l’ultimo giorno della sua vita, egli ha telefonato in Iran dagli Stati Uniti, dove era andato per cure mediche. Pensava all’arresto dei suoi colleghi del corpo docente.

«L’ultima telefonata che ha fatto, a mezzogiorno, è stata ai suoi colleghi in Iran», ha detto Bahereh Smith. «L’ultimo suo pensiero è stato come far continuare il BIHE. Questo è stato il suo ultimo pensiero…».

Poche ore più tardi il signor Toosky, 55 anni, è morto dopo sei mesi di lotta contro un cancro del cervello.

Il signor Toosky era molto noto e amato per la sua dedizione agli studenti e al BIHE. Era un cofondatore dell’Istituto, costituito come iniziativa informale della comunità per permettere ai giovani baha’i, ufficialmente esclusi dagli studi superiori, di proseguire gli studi. Quando è morto, il signor Toosky era coordinatore dei dipartimenti di ingegneria civile e architettura dell’Istituto.

Non è stata dunque una sorpresa che alla sua cerimonia funebre lo scorso weekend, al centro baha’i di San Clemente, abbiano partecipato oltre 350 persone, per celebrare la vita di una persona umile, la cui priorità era il servizio.

«Credeva nell’importanza dell’educazione», ha detto Taraz, fratello del signor Toosky. «Era un buon architetto e una persona colta. Ha avuto l’opportunità di svolgere questo servizio e lo faceva bene».

«Faceva tutto quello che gli si chiedeva. La sua casa era aperta per le classi. Dava cibo agli studenti. Non ha mai detto: “Il mio compito è insegnare”. Faceva tutto».

La famiglia del signor Tootsky ha ricevuto messaggi di condoglianze da tutto il mondo.

Nell’annunciare la sua morte, il Centro degli architetti dell’Università di Teheran ha detto che il signor Toosky era «un caro collega» e «una persona molto amata».

La Casa Universale di Giustizia, capo di tutta la comunità baha’i, ne ha ricordato i «molti anni di servizio esemplare e incrollabile… davanti a un’accanita oppressione».

Il 10 giugno la Casa Universale di Giustizia ha scritto che i suoi sforzi per «educare i giovani baha’i hanno lasciato alle generazioni future un’eredità ricca e duratura».

Il signor Toosky è morto il 31 maggio, pochi giorni dopo che le autorità iraniane hanno fatto irruzione in oltre 30 abitazioni di baha’i associati al BIHE. Dodici membri del personale e del corpo docente sono ancora in prigione, portando il totale dei baha’i iraniani in carcere a un centinaio.

È giunta notizia che il Ministro iraniano della scienza e della tecnologia, nel tentativo di giustificare la persecuzione dei baha’i, ha dichiarato che tutte le attività del BIHE sono illegali.

«Fonte di coraggio»

«L’esperienza del signor Toosky e della sua famiglia rispecchia sotto molti aspetti i vari tipi di persecuzione ai quali i 300 mila baha’i dell’Iran sono stati sottoposti dopo la Rivoluzione islamica del 1979», ha detto Farhad Sabetan, portavoce della Baha’i International Community.

Il suocero di Toosky era segretario dell’assemblea locale baha’i di Teheran prima di essere sequestrato e assassinato nel 1980.

Dopo un  attacco da parte del governo iraniano contro il BIHE nel 1998, il signor Toosky è stato arrestato e interrogato in prigione per diversi giorni.

I suoi tre figli non hanno potuto proseguire gli studi superiori a causa delle loro credenze. Il maggiore aveva superato gli esami di ammissione all’università con un voto moto alto ma non gli era stato permesso di entrare nell’università. Anche gli altri due hanno superato l’esame di ammissione, ma sono stati respinti per avere presentato una documentazione incompleta, una tattica comunemente usata dalle autorità iraniane per bloccare gli studenti baha’i.

La sorella di Toosky è moglie di Behrouz Tavakkoli, uno dei sette dirigenti baha’i imprigionati, che stanno attualmente scontando 20 anni di prigione per accuse costruite.

«Malgrado le molte tribolazioni, il signor Toosky era una straordinaria fonte di coraggio e rassicurazione per gli altri, soprattutto per i baha’i in prigione e per le famiglie dei baha’i giustiziati dalle autorità iraniane», ha detto Farhad Sabetan.

«Amava moltissimo la sua terra e desiderava ritornare a casa per aiutare i giovani negli studi. Questa era la parte della vita che gli piaceva maggiormente», ha detto il dottor Sabetan.

In un tributo al signor Toosky mandato dall’Iran per i funerali, uno dei suoi studenti ha scritto: «Forse se fosse emigrato in occidente, gli sarebbe stata offerta una prestigiosa posizione in una delle università e avrebbe vissuto una vita comoda. Forse se non fosse rimasto qui a subire violenze fisiche ed emotive, sarebbe ora in perfetta salute e sarebbe ancora con la sua famiglia.

«Forse se non avesse voluto svolgere tanti compiti così stressanti, non avrebbe perso la salute così presto. Vi sono tanti altri “forse”. Ma sono certo che, se fosse partito, non avrebbe avuto l’opportunità di svolgere tanti grandi servizi…».

Un altro tributo letto al funerale diceva: «Hai lasciato questo modo troppo presto. Lo hai fatto così rapidamente che non abbiamo potuto compensarti per tutto quello che hai fatto per noi in questa vita terrena. Ci hai istruiti così bene che, se ci aiuterai ancora, ognuno di noi potrà diventare un architetto come il signor Toosky».

Per leggere online l’articolo in inglese e vedere le fotografie, si vada a :
http://news.bahai.org/story/832

Indignazione in tutto il mondo per l’attacco dell’Iran contro gli educatori bahai

Indignazione in tutto il mondo per l’attacco dell’Iran contro gli educatori bahai

GINEVRA, 14 giugno 2011 (BWNS) – Governi, organizzazioni ed educatori hanno condannato il recente attacco dell’Iran contro un’iniziativa che offre studi superiori ai giovani baha’i ai quali non è consentito frequentare l’università.

Il governo dell’Austria, oltre 80 eminenti indiani e importanti accademici del Regno Unito sono fra coloro che hanno recentemente espresso il loro sostegno al diritto all’educazione per i baha’i iraniani. All’appello per la liberazione degli educatori baha’i arrestati si sono uniti anche alcuni gruppi per i diritti umani.

Una quarantina di abitazioni associate all’Istituto baha’i di educazione superiore (BIHE) sono state recentemente colpite. A tre settimane dalle incursioni quindici membri del personale amministrativo e docente del BIHE sono ancora in prigione. Altri tre sono stati arrestati e poi subito liberati e altri baha’i legati all’istituto sono stati convocati dal Ministero dei servizi segreti per essere interrogati.

«Queste perquisizioni domiciliari e questi arresti dimostrano un ulteriore sforzo per impedire alla comunità baha’i di accedere agli studi», ha detto Michael Spindelegger, vice cancelliere e Ministro degli esteri austriaco.

«Il diritto all’educazione è un diritto umano fondamentale, per chiunque, di qualsiasi religione. Questa restrizione dell’accesso agli studi per i giovani baha’i è inaccettabile».

«Le persecuzioni fondate sulla fede sono una chiara violazione dei diritti umani. L’Iran deve rispettare i suoi obblighi internazionali», ha detto il dottor Spindelegger il 1° giugno.

È giunta notizia che il Ministro iraniano della scienza e della tecnologia ha dichiarato che tutte le attività del BIHE sono illegali.

«Il divieto per i baha’i di accedere alle università dimostra l’ignoranza del governo», ha scritto un gruppo di eminenti accademici inglesi in una lettera aperta pubblicata da The Guardian l’11 giugno.

«Si sta violando un diritto umano fondamentale di tutti i giovani baha’i che non possono studiare», dice la lettera. «Si sta soffocando il loro desiderio di contribuire alla società proprio all’inizio della loro vita adulta».

«Accademici, studenti e politici devono unirsi in difesa degli studenti baha’i in Iran. Dobbiamo far sapere alle autorità che i diritti umani sono universali», hanno scritto i firmatari, fra i quali ci sono anche professori di Oxford, Cambridge e altre prestigiose università.

In India, oltre 80 eminenti cittadini, del mondo della magistratura, dell’università, della religione delle ONG, dei gruppi per i diritti umani e delle aziende, hanno firmato una petizione indirizzata al governo iraniano per chiedergli di liberare immediatamente e incondizionatamente i prigionieri del BIHE.

«Le recenti atrocità perpetrate contro questa comunità perseguitata . . . meritano la più ferma condanna da parte di ogni sostenitore della dignità e dell’onore umano in India e nel mondo», dice la petizione, fra i cui firmatari vi sono anche il giudice V. R. Krishna Iyer, già membro della Corte suprema indiana, e Miloon Kothari, già relatore speciale ONU sul domicilio adeguato.

«Le conseguenze di questa politica di impedire ai giovani baha’i di proseguire gli studi superiori sono un danno non solo per la comunità baha’i dell’Iran, ma anche per l’intera nazione».

Anche Christian Solidarity Worldwide preme perché l’Iran cessi la sua politica discriminatoria. «Pur avendo firmato il Patto internazionale sui diritti civili e politici, che impegna i paesi a rispettare i criteri internazionali della libertà religiosa per tutti i cittadini, l’Iran colpisce i baha’i e certe comunità cristiane soltanto a causa delle loro credenze religiose», ha detto il capo di Christian Solidarity Worldwide, Mervyn Thomas.

«Christian Solidarity Worldwide sollecita il governo iraniano a onorare il suo impegno con il Patto internazionale sui diritti civili e politici e a garantire che le minoranze religiose godano delle libertà previste dal patto».

Negli Stati Uniti, il senatore Mark Kirk, che quest’anno ha già presentato una risoluzione bipartitica del Senato che condanna l’Iran per la sua persecuzione dei baha’i, ha detto che la comunità internazionale deve «condannare fermamente» i recenti arresti. «Mi impegno di raddoppiare al Senato gli sforzi a favore della comunità baha’i iraniana e di tutti i cittadini dell’Iran che vogliono il rispetto dei diritti umani, della libertà e della democrazia», ha detto il senatore Kirk.

Il 22 aprile u.s. un seminario nell’Università della California, a Berkeley, ha discusso il tema delle violazioni dei diritti umani in Iran, compreso il divieto ai baha’i e ad altri di proseguire gli studi superiori. Erano presenti accademici, studenti e ospiti brasiliani, angloamericani, nicaraguensi, salvadoregni e afgani.

Firuzeh Mahmoudi, cofondatore e direttore esecutivo di United4Iran, ha descritto il coraggio di alcuni degli studenti recentemente arrestati in Iran.

Il governo iraniano ha violato i suoi obblighi verso i diritti umani sotto molti aspetti, ha detto la signora Mahmoudi, come «la libertà di espressione, di associazione, di credenza, di religione, di privacy, il diritto di partecipare a dibattiti, riunioni e proteste, la libertà da arresti e detenzioni arbitrarie, il diritto a un giusto processo, la libertà dalla tortura, la libertà di movimento, cioè di partire dall’Iran, il diritto all’associazione e alla partecipazione».

Anche la Campagna internazionale per i diritti umani in Iran e la Commissione USA sulla libertà religiosa internazionale hanno chiesto la liberazione dei prigionieri.

Fra i media che hanno parlato dell’attacco contro il BIHE vi sono il quotidiano brasiliano O Globo, il Washington Post e radio ABC in Australia, siti web di CNN International, University World News, Radio Free Europe e Huffington Post.

La situazione dei baha’i in Iran sarà discussa mercoledì 15 giugno durante un seminario che si terrà al Parlamento del Regno Unito e domenica 19 giugno in un grande evento organizzato dalla Commissione per combattere l’intolleranza religiosa di Rio de Janeiro.

Per leggere online l’articolo in inglese e vedere le foto si vada a:
http://news.bahai.org/story/831

Nuova Classe di bambini a Castel d’Ario (MN)

Maurizio mi ha gentilmente mandato un paio di foto della classe di bambini a Castel d’Ario. Giova ricordare che le classi bahai sono aperte a tutti indistintamente e NON hanno per finalità, che un bambino o la sua famiglia, diventi poi bahai. Ciò non toglie che il metodo d’insegnamento bahai sia diverso da qualsiasi altro: non è indirizzato solo all’apprendimento in sè ma anche, e soprattutto, al rendere ogni individuo autonomo ed autosufficiente nel pensiero e nelle azioni.

 

 

Adeuale, Quddus, Vishal, Gaia, Antonino, Angela, un’ospite speciale, Marjan Parsa, pioniera a Castel D’ario.

Diamo il benvenuto nel Regno di Abhà a Chiara Azzali

L’Amica Chiara Azzali, si è spenta stamane all’ospedale Carlo Poma di Mantova.

A metà degli anni settanta, con l’Amica Gina Camozzi, con cui condivideva un attico in centro, fu perno e motore della nascente Comunità bahai di Mantova. A loro vada l’onore di aver dimostrato quale sia il vero calore di una Comunità bahai, la vera amicizia fra i suoi componenti e la gioia di essere bahai. Sono cose pionieristiche che, ormai, troppo spesso appartengono al passato e che, troppo raramente, ho ritrovato in altre occasioni. Eravamo fortunati noi, vecchi bahai: non avevamo telefonini (la tortura dei giovani di oggi: neppure respirano se si esauriscono le batterie…), non avevamo Facebook, con la sua montagna di menzogne alte come l’Everest… Per parlare, per comunicare… usavamo la voce, gli sguardi e una pacca sulle spalle se serviva a tirarti su.

Tutto questo se n’è andato con l’ultima fautrice (relativamente a Mantova) di tutto ciò, l’Amica Chiara Azzali. Fai un buon viaggio Chiara nel regno di Abhà, noi “vecchi bahai” non ti dimenticheremo mai.

Un abbraccione grande come il mondo e lungo quanto il tempo  Claudio

 

IRAN: Malgrado le irruzioni e gli arresti, l’Università (BIHE) continua

Yojana Sharma
25 maggio 2011

Gli insegnanti e il personale dell’Istituto baha’i di educazione superiore (BIHE) hanno promesso di continuare a dare agli studenti cui è negato il diritto all’educazione in Iran l’opportunità di conseguire un diploma, malgrado le incursioni contro i suoi locali e l’arresto di una trentina di suoi docenti di questa settimana.

«Continueremo. Sia gli studenti sia il corpo docente sono fermamente decisi ad andare avanti. Non possiamo abbandonare i nostri studenti che non possono andare nelle università», ha detto un professore iraniano residente negli Stati Uniti che insegna online corsi di lettere per il BIHE e che ha parlato a University World News a patto di mantenere l’anonimità.

Il BIHE è stato fondato nel 1987 come un’iniziativa comunitaria per dare istruzione agli studenti baha’i, dopo che la rivoluzione islamica aveva espulso dalle università pubbliche gli studenti appartenenti a religioni non riconosciute. La fede baha’i non è fra le religioni ufficialmente riconosciute in Iran, dove i baha’i sono circa 300.000.

Molte classi del BIHE si svolgono nelle case dei professori e nei centri della comunità sparsi in tutto l’Iran. Negli ultimi sette anni molte classi si sono svolte anche online, grazie ad alcuni professori iraniani esiliati che insegnano agli studenti in Iran e all’estero. Intanto nelle città iraniani ci sono anche classi dirette.

Il 23 maggio un quotidiano ufficiale iraniano ha riferito che alcuni baha’i erano stati arrestati perché gestivano «un’università baha’i online» per propagare la loro fede. Il quotidiano diceva che diverse persone erano state arrestate e che l’università online era stata smantellata.

«A Teheran sono stati chiusi anche alcuni edifici usati come laboratori e per altri scopi accademici», scrive il BIHE sul suo sito web.

Forze della sicurezza iraniana hanno perquisito e chiuso un centro scientifico e di ricerca gestito dal BIHE nell’Università aperta dell’Iran e hanno confiscato computer e altro materiale.

La Baha’i international community ha detto che ci sono state una serie di irruzioni coordinate e Teheran, Karaj, Isfahan e Shiraz.

«Lo stesso giorno vari agenti del Ministero dell’Informazione, cioè i servizi segreti, sono entrati nelle case [degli accademici] e le hanno perquisite, portando via computer, documenti e altri oggetti», Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i international community presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha detto a University World News.

Ala’i ha detto che le persone arrestate nelle ultime irruzioni erano legate al BIHE, che opera apertamente, anche se la maggior parte dei professori che insegnano online e direttamente sono stati licenziati dalle università e non possono ricoprire alcun posto governativo in seguito alla persecuzione della minoranza religiosa.

Secondo alcune fonti, il BIHE ha ora circa 3000 studenti e offre diplomi umanistici e scientifici come chimica, biologia, farmacologia, ingegneria civile, informatica, psicologia, legge, letteratura e contabilità.

I laboratori si trovano in edifici commerciali di proprietà privata a Teheran. I loro indirizzi sono noti solo agli studenti iscritti ai quali è stato chiesto di non andare e venire in grossi gruppi per evitare di attirare l’attenzione.

«Ma non è un’università underground. Le autorità iraniane sanno che esiste e in effetti non è la prima volta che ci sono irruzioni contro il BIHE», Ala’i ha detto a University World News. «Vogliono ora impedire alla comunità di far studiare i suoi giovani con mezzi alternativi».

L’istituto è stato oggetto di perquisizioni e arresti nel 1998, quando aveva circa 900 studenti and 150 professori.

«Queste irruzioni coordinate in molte città contro un’università alternativa dimostrano fino a che punto le autorità iraniane possono arrivare per impedire ai baha’i ogni progresso accademico», ha detto Hadi Ghaemi della Campagna internazionale per i diritti umani in Iran. «Già i baha’i non possono accedere alle università convenzionali in Iran, ma ora il governa cerca anche di porre fine agli sforzi che la comunità sta facendo per permettere ai suoi giovani di proseguire gli studi superiori».

L’anno scorso Seyed Ali Raeis Sadati, il viceministro della giustizia in Iran, ha detto durante il riesame periodico dei diritti umani in Iran da parte del Consiglio dell’ONU per i diritti umani: «Le limitazioni imposte ad alcuni di questi studenti universitari baha’i non hanno niente a che fare con le loro convinzioni religiose.

«Queste limitazioni dipendono dal fatto che essi non avevano i requisiti per entrare nell’università e perché facevano parte di un culto illegale che svolge attività contro i diritti umani».

Ma un professore iraniano residente negli Stati Uniti, che insegna all’Istituto, ha detto che tutti gli studenti del BIHE devono superare un rigoroso esame di ammissione che equivale agli esami di ammissione delle università iraniane.

«Dopo il diploma i nostri studenti si iscrivono a corsi universitari in Europa e negli Stati Uniti. Abbiamo avuto studenti che sono andati all’Università di Harvard e alle Università McGill e Carlton. Abbiamo studenti che sono ora specialisti, medici e avvocati».

Ma alcuni studenti non riescono a entrare in normali università in Iran, perché la nostra istituzione non è riconosciuta, ha detto il professore, che ha insegnato sin dall’inizio del BIHE su base volontaria.

«Il governo iraniano ha un progetto culturale. Vuole impedire alle future generazioni di baha’i di diventare istruite e socialmente mobili», ha detto. «Questa è la più recente di una serie di aggressioni contro la comunità perché l’Istituto è l’ultimo sforzo collettivo della comunità che ancora resta. Tutto il resto, lo hanno distrutto.

«Il BIHE non è un seminario religioso, ma un’istituzione scientifica. Gli attacchi contro il BIHE non sono una questione religiosa, ma una questione di diritti umani. Ogni essere umano ha il diritto di imparare».

A questo articolo ha contribuito un giornalista iraniano che non può essere menzionato.