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In Malesia, musica e preghiere esprimono la speranza di una maggiore armonia

SUBANG JAYA, 12 settembre 2014, (BWNS) — Centinaia di malesi hanno partecipato assieme a dignitari del governo, di comunità religiose e di altre organizzazioni a un incontro musicale di preghiera che si proponeva di migliorare l’armonia razziale e religiosa nel paese. 

Domenica 31 agosto, settecento persone hanno partecipato al Merdeka Unity Devotional organizzato dalla comunità baha’i malese in seguito alla richiesta del governo di indire molti incontri di preghiera in occasione del giorno dell’indipendenza.  

«È evidente che negli ultimi decenni le forze sprigionate dalla nostra mescolanza etnica sono cresciute», ha osservato il membro del parlamento Tan Sri Joseph Kurup, ministro nel Dipartimento del Primo Ministro, che è stato l’ospite d’onore dell’incontro.  

«Le nostre comunità sembrano essersi divise . . . la diversità è diminuita nelle nostre scuole e le nostre comunità sono maggiormente radicalizzate, Non è un problema che possiamo ignorare nella speranza che scompaia», ha detto. 

Il signor Kurup ha espresso la sua «più profonda gratitudine» alla comunità baha’i «per il suo duro lavoro per promuovere e preservare l’unità per le future generazioni». 

Ma «non possiamo accontentarci di avere incontri di preghiera come questo una volta l’anno», ha aggiunto. «Raccomandiamo alle persone delle varie provenienze e fedi nei nostri quartieri di riunirsi in preghiera nelle case, ogni qual volta sia possibile». 

La signora Sarojini Pasupathy, membro della Federazione delle organizzazioni malesi e cingalesi, ha espresso il suo apprezzamento della comunità baha’i dicendo: «Per la prima volta dopo una prolungata sensazione di divisione, ho sentito l’unità dei malesi». 

«È stato così bello e commovente. Se avremo un maggior numero di funzioni come la vostra, vinceremo definitivamente questa tendenza negativa e rifaremo della Malesia un paese armonioso». 

Un coro di 95 persone ha cantato arrangiamenti musicali di sacre scritture. C’è stato anche un pregnante momento di silenzio in ricordo delle 300 persone, passeggeri ed equipaggio, che il 17 luglio u.s. hanno perso la vita nel volo MH17 delle linee aeree malesi.  

L’incontro segnava il culmine del primo festival musicale baha’i della Malesia che aveva avuto inizio due giorni prima nel centro baha’i di Subang Jaya, che si trova a circa 20 chilometri a occidente della capitale Kuala Lumpur. 

Di età compresa fra 9 e 62 anni, i partecipanti al Festival sono venuti da tutta la Malesia e da Singapore per discutere le loro esperienze sulla costruzione di comunità nelle rispettive località. Durante i seminari essi hanno esibito i loro talenti musicali, hanno imparato a lavorare con un maggior spirito di collaborazione e hanno trovato modi per impiegare i loro talenti per sviluppare ulteriormente le rispettive comunità. 

Il partecipante più anziano, noto come zio Chin e venuto dallo stato di Sabah, si è unito ai canti in coro, ha composto musica con un gruppo e ha suonato il tamburo assieme agli altri per dare il ritmo. 

«Se pensate di essere troppo vecchi, non posso aiutarvi», ha detto scherzosamente ai suoi compagni musicisti- «Ma se volete sentirvi più giovani e più felici, unitevi a noi». 

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accede ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/1018

«Servire l’umanità», i giovani discutono sul contributo al miglioramento della società in una serie di brevi filmati

HAIFA, Israele, 8 febbraio 2014, (BWNS) — Una serie di brevi filmati, complessivamente intitolati «Servire l’umanità» è stata pubblicata sulla World Wide Web l’8 febbraio, esattamente un anno dopo che la Casa Universale di Giustizia ha annunciato la convocazione di convegni per giovani in tutto il mondo. 

«Servire l’umanità» prende in esame, attraverso le voci diverse di alcuni degli 80 mila giovani che hanno partecipato ai 114 convegni, i modi in cui i giovani possono contribuire al benessere spirituale e materiale delle loro comunità. Mentre i giovani esprimono le loro idee sui temi trattati in quei convegni, appare che cosa significa per la loro generazione dedicarsi al servizio dell’umanità. 

Fra gli altri esempi, i filmati mostrano che i giovani dei vari continenti fanno riferimento agli stessi concetti, come l’amicizia e il reciproco sostegno, mentre si assumono la responsabilità di offrire un importante contributo allo sviluppo dei propri vicinati e dei propri villaggi. La parte dedicata al tema della «coerenza» illustra come la chiarezza sullo scopo che ciascuno si prefigge permette ai giovani di vedere ogni aspetto della propria vita come un insieme coerente. 

È possibile scaricare «Servire l’umanità» oppure vederlo online, con la possibilità di vedere i filmati sottotitolati in arabo, inglese, francese, russo e spagnolo. È accessibile anche una versione doppiata in persiano. Il sito si trova qui www.bahai.org/toserve. 

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/980

Rio+20: «Speranza e ottimismo» per un’azione unificata

RIO DE JANEIRO, Brasile, 21 giugno 2012, (BWNS) – I capi del mondo che intendono promuovere lo sviluppo sostenibile devono adottare il principio «che ciascuno di noi entra nel mondo come un pegno affidato a tutti e, a sua volta, ha una certa responsabilità per il benessere di tutti».

Questo concetto è uno dei molti esaminati dalla Baha’i International Community (BIC) nella sua partecipazione a «Rio+20», la Conferenza ONU sullo sviluppo sostenibile, che si conclude domani.

Nella dichiarazione che ha presentato alla Conferenza, la BIC dice che l’idea di una «tutela che riguardi tutto il mondo» mette in discussione «le fondamenta etiche delle lealtà che non oltrepassano lo stato nazionale».

Si legga l’intera dichiarazione in inglese in questo sito: http://www.bic.org/statements/sustaining-societies-towards-new-we

«Finché un gruppo di nazioni considererà i propri interessi in reciproca opposizione, il progresso sarà limitato e di breve durata», dice la dichiarazione.

Altri temi illustrati dalla BIC sono il bisogno di un approccio al processo decisionale collettivo che si basi su sani principi e l’importanza di occuparsi degli estremi di povertà e di ricchezza.

Circa 130 capi di stato e di governo, assieme a oltre 50.000 rappresentanti delle agenzie internazionali, della società civile e di altri gruppi, hanno partecipato alla Conferenza che si proponeva di valutare il progresso nell’ambito dello sviluppo sostenibile dopo il Summit della terra di Rio del 1992 Rio.

Due grandi temi, costruire un’economia verde e creare una migliore struttura istituzionale, sono stati discussi in numerosi forum nelle ultime settimane e sono stati esaminati nella dichiarazione della BIC.

Hanno partecipato a Rio+20 tredici delegati della BIC, provenienti da varie nazioni. «L’indirizzo comune dei nostri contributi è stato il miglioramento dell’umanità», ha detto il delegato della BIC Daniel Perell. «Abbiamo cercato di trasmettere alcune idee su temi come la tutela e l’unità del genere umano, tutti uniti nella meta di contribuire a creare una società globale giusta, sostenibile nel lungo termine».

Oltre a partecipare alla Conferenza, i baha’i hanno organizzato, co-sponsorizzato o partecipato a molti eventi e conferenze paralleli, come:

– un dibattito sul tema «l’eliminazione degli estremi di ricchezza e povertà nel contesto dell’economia verde», che ha esaminato le dimensioni sociali, economiche e morali della crescente disparità del reddito.

– la partecipazione allo «Youth Blast», una conferenza ONU parallela per i giovani, che ha avuto luogo il 7-12 giugno. La BIC ha sponsorizzato un workshop interattivo su «la tutela nel contesto dello sviluppo sostenibile».

– l’inaugurazione di un monumento alla pace, eretto nel 1992 dalla BIC e dalla comunità baha’i brasiliana come contributo al Summit della terra. La scultura a clessidra contiene terra proveniente da circa 150 paesi. Alla cerimonia hanno partecipato Sha Zukang, Segretario generale dell’ONU per Rio+20, ed Eduardo Paes, sindaco di Rio.

– assistenza al Summit della gente di Rio, la parallela conferenza della società civile. I baha’i brasiliani hanno partecipato all’organizzazione di workshop su «principi spirituali per lo sviluppo» e «il ruolo sociale delle religioni».

«Qui a Rio+20 siamo spronati a guardare al di là degli interessi e delle lealtà nazionali e ad occuparci del benessere di tutti», ha detto Daniella Hiche, il funzionario per i diritti umani della comunità baha’i brasiliana, durante una conferenza stampa nella sede centrale di Rio+20.

La delegata della BIC May Akale, riassumendo l’evento, ha osservato: «Le sfide sono complesse, le aspettative dell’umanità sono alte e le delusioni per il ritmo del progresso possono essere profonde».

«Ma la cosa più ovvia è che stiamo andando verso un’azione unificata. C’è ancora molto da fare, ma le possibilità di sviluppare e promuovere l’applicazione di ciò su cui ci si è trovati d’accordo a Rio sono infinite. E questo è motivo di grande speranza e ottimismo».

 

Per leggere l’articolo in inglese online e vedere le fotografie si vada a: http://news.bahai.org/story/917

 

Insegnamento bahai, Curtatone

“Oggi, ultimo giorno del periodo intensivo del decimo ciclo, abbiamo avuto la gioia di raccogliere un bellissimo frutto. Lo scorso weekend un gruppo ha fatto tre giorni di attività intensiva con preghiere, studio del dialogo Anna/Emilia e tre visite a casa. Il frutto di queste visite si è concretizzato oggi con la presentazione del circolo a Gonzaga, a casa D… Erano presenti 4 non baha’i e 7 baha’i: 3 amici sono brasiliani ed 1 è una mantovana trasferita a Novi di Modena da diversi anni, che conosce la Fede da moltissimo tempo ed ora, grazie alla visita a casa ed alla presentazione della Fede come abbiamo imparato dal dialogo Anna/Emilia, ha deciso di approfondire questa conoscenza ed intraprendere un discorso spirituale. L’atmosfera è stata gioiosa e interessata, la presentazione profonda ma coinvolgente, con giochi e parte sociale. Gli amici presenti hanno accettato tutti (meno uno che dovrà tornare in Brasile), di iniziare il Libro 1. Un altro frutto del gruppo è stato l’invito al circolo di un’altra amica e la presentazione di Anna/Emilia ad una coppia, vedremo cosa succede.
Abbiamo voluto condividere con gli amici queste belle notizie per incoraggiare tutti a fare questa bellissima esperienza di insegnamento intensivo che coinvolge le anime e dà tanta gioia a chi intreprende questo progetto.”